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CINEMA: UN AMORE SENZA CONFINI

CINEMA: UN AMORE SENZA CONFINI

La mostra è a ingresso libero

6 Febbraio 2024

Soggettiva Gallery presenta da martedì 13 febbraio la nuova mostra:

CINEMA: UN AMORE SENZA CONFINI

con i poster ispirati ai più grandi film d’amore, in occasione di s. valentino 

Soggettiva Gallery presenta, dal 13 febbraio al 3 marzo 2024, la nuova mostra CINEMA: UN AMORE SENZA CONFINI. Un giorno prima di San Valentino, in via Sottocorno 5a, Milano inaugura la mostra incentrata sul sentimento più nobile dell’animo umano. 

Impugnando come sempre la lente d’ingrandimento offerta dal Cinema, l’esposizione proporrà una serie di Alternative Movie Poster che indagano l’amore in ogni sua forma cinematografica, reinterpretando le pellicole che più di tutte hanno saputo mettere in scena questo stato d’animo in modo originale e capace il lasciare il segno nella nostra immaginazione.

AMORE HOLLYWODIANO

All’interno della mostra sarà possibile identificare alcuni nuclei narrativi: occupandosi di film d’amore sarebbe stato impensabile non includere la produzione Hollywoodiana: tra le opere in mostra Casablanca di Micheal Curtiz con la coppia stellare Bogart–Bergman, rivisto in stile pop-art da un Maestro della Scuola polacca del poster come Andrzej Krajewski; un’altra diva indimenticabile con Audrey Hepburn è protagonista di Colazione da Tiffany rappresentata con un insolito formato orizzontale da Max Dalton, artista poliedrico che si divide tra Buenos Aires e Berlino. Immancabile il progenitore di tutte le love story contemporanee, Titanic (regia di James Cameron), ridisegnato ancora da Dalton in stile minimalista. Il colore dorato che caratterizza la splendida fotografia di Days of Heaven di Terrence Malick viene ripreso da Olivier Courbet, artista francese trasferitosi California, nell’elegante lavoro che dedica al film.

A ritmo di musica si muovono invece i poster di Grease e La La Land, rispettivamente ad opera di James Rheem Davis (graphic designer di San Francisco) e di Patrick Connan, illustratore e art director parigino. Due altre pellicole hollywoodiane come Gli spostati – che costituì l’ultima interpretazione sia per Clark Gable che per Marilyn Monroe – e L’età dell’innocenza di Martin Scorsese – con una soave Michelle Pfeiffer – sono state re-immaginate per Soggettiva Gallery rispettivamente da Cristina Stifanic, eclettica artista che ama sperimentare con il digitale, e Stefania Gagliano, che grazie a raffinate tecniche di stampa crea opere uniche e inconfondibili.

I NOSTRI ARTISTI


Due altri artisti con cui Soggettiva Gallery ha collaborato per dare vita a opere in esclusiva sono Adam Juresko, designer originario della Virginia, USA e Silvia Cocomazzi, illustratrice meneghina ed ex-studente della Scuola del Fumetto di Milano. Del primo saranno presenti in mostra cinque lavori, tutti ispirati a grandi amori cinematografici: da Drive, in cui le ombre di Ryan Gosling e Carey Mulligan si incontrano in un tenero bacio, fino all’amore shakespeariano di Cuore selvaggio di David Lynch ripreso da Juresko con colori sgargianti; da American Beauty, dove nei toni del rosso viene citata la celebre scena  del film caratterizzata da una pioggia di rose, fino a Se mi lasci ti cancello, inno romantico all’amor vincit omnia, tradotto dall’artista grazie a eleganti segni grafici. Infine Juresko ha tributato un omaggio in stile fotografico a un classico della Nouvelle Vague come Fino all’ultimo respiro.

Silvia Cocomazzi si è invece concentrata su di un unico quanto iconico regista, ovvero Wong Kar-wai, cineasta originario di Hong Kong diventato celebre per una pellicola che cita l’amore fin dal suo stesso titolo: stiamo parlando di In the Mood for Love, film in grado di evocare questo sentimento con il solo utilizzo della colonna sonora. Oltre a In the Mood for Love Cocomazzi ha rappresentato altri cinque film del regista, da Happy Together a Hong Kong Express, da Fallen Angels a As Tears Go By fino a Days of Being Wild.

AMORE FANTASTICO

Un capitolo a parte viene dedicato a tutti quei film contraddistinti da un amore “extra-ordinario”, che si tratti di pellicole ispirate ai fumetti o con ambientazioni fantascientifiche: a rappresentare il l’amore tra supereroi saranno Spiderman – che il designer californiano Anthony Petrie ritrae mentre tiene in braccio, in una sorta di Pietà rivisitata, l’amante che ha perduto per sua stessa colpa –, e la coppia Batman/Catwoman (regia di Tim Burton), rappresentata dall’illustratore californiano Steven Luros Holliday in una veste inedita e quasi “fetish”. Il mondo della fantascienza si presenta invece sotto le sembianze di lavori ispirati a film-manifesto di un amore insolito ma quanto mai contemporaneo, quello uomo-macchina: Her è stato re-intepretato dall’artista dell’Oregon Raphael Kelly, Blade Runner dal francese Guillaume Morellec e Ex Machina dallo scozzese con base a Brooklyn Rapscallion Art.

Infine una piccola sezione si concentrerà sulla Francia, paese romantico per eccellenza: in mostra i poster di due film come Il favoloso mondo di Amélie – ripensato dall’artista grafico con sede in UK Ruben Ireland e dal polacco Leszek Żebrowski – e Ritratto della giovane in fiamme (regia di Céline Sciamma), a cui l’artista auto-didatta Nan Lawson dedica uno struggente lavoro grafico.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO

SOGGETTIVA GALLERY

Via Pasquale Sottocorno 5/A, 20122 Milano

3357722437 – 3458463222

info@soggettivagallery.com 

www.soggettivagallery.com 

Orari di apertura:

dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20.30
Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

Soggettiva Gallery presenta, da martedì 13 febbraio 2024, la nuova mostra CINEMA: UN AMORE SENZA CONFINI. Un giorno prima di San Valentino, in via Sottocorno 5a, Milano inaugura la mostra incentrata sul sentimento più nobile dell’animo umano. 

Impugnando come sempre la lente d’ingrandimento offerta dal Cinema, l’esposizione proporrà una serie di Alternative Movie Poster che indagano l’amore in ogni sua forma cinematografica, reinterpretando le pellicole che più di tutte hanno saputo mettere in scena questo stato d’animo in modo originale e capace il lasciare il segno nella nostra immaginazione.

AMORE HOLLYWODIANO

All’interno della mostra sarà possibile identificare alcuni nuclei narrativi: occupandosi di film d’amore sarebbe stato impensabile non includere la produzione Hollywoodiana: tra le opere in mostra Casablanca di Micheal Curtiz con la coppia stellare Bogart–Bergman, rivisto in stile pop-art da un Maestro della Scuola polacca del poster come Andrzej Krajewski; un’altra diva indimenticabile con Audrey Hepburn è protagonista di Colazione da Tiffany rappresentata con un insolito formato orizzontale da Max Dalton, artista poliedrico che si divide tra Buenos Aires e Berlino.

Immancabile il progenitore di tutte le love story contemporanee, Titanic (regia di James Cameron), ridisegnato ancora da Dalton in stile minimalista. Il colore dorato che caratterizza la splendida fotografia di Days of Heaven di Terrence Malick viene ripreso da Olivier Courbet, artista francese trasferitosi California, nell’elegante lavoro che dedica al film.

A ritmo di musica si muovono invece i poster di Grease e La La Land, rispettivamente ad opera di James Rheem Davis (graphic designer di San Francisco) e di Patrick Connan, illustratore e art director parigino. Due altre pellicole hollywoodiane come Gli spostati – che costituì l’ultima interpretazione sia per Clark Gable che per Marilyn Monroe – e L’età dell’innocenza di Martin Scorsese – con una soave Michelle Pfeiffer – sono state re-immaginate per Soggettiva Gallery rispettivamente da Cristina Stifanic, eclettica artista che ama sperimentare con il digitale, e Stefania Gagliano, che grazie a raffinate tecniche di stampa crea opere uniche e inconfondibili.

I NOSTRI ARTISTI

Due altri artisti con cui Soggettiva Gallery ha collaborato per dare vita a opere in esclusiva sono Adam Juresko, designer originario della Virginia, USA e Silvia Cocomazzi, illustratrice meneghina ed ex-studente della Scuola del Fumetto di Milano.

Del primo saranno presenti in mostra cinque lavori, tutti ispirati a grandi amori cinematografici: da Drive, in cui le ombre di Ryan Gosling e Carey Mulligan si incontrano in un tenero bacio, fino all’amore shakespeariano di Cuore selvaggio di David Lynch ripreso da Juresko con colori sgargianti; da American Beauty, dove nei toni del rosso viene citata la celebre scena  del film caratterizzata da una pioggia di rose, fino a Se mi lasci ti cancello, inno romantico all’amor vincit omnia, tradotto dall’artista grazie a eleganti segni grafici. Infine Juresko ha tributato un omaggio in stile fotografico a un classico della Nouvelle Vague come Fino all’ultimo respiro.

Silvia Cocomazzi si è invece concentrata su di un unico quanto iconico regista, ovvero Wong Kar-wai, cineasta originario di Hong Kong diventato celebre per una pellicola che cita l’amore fin dal suo stesso titolo: stiamo parlando di In the Mood for Love, film in grado di evocare questo sentimento con il solo utilizzo della colonna sonora. Oltre a In the Mood for Love Cocomazzi ha rappresentato altri cinque film del regista, da Happy Together a Hong Kong Express, da Fallen Angels a As Tears Go By fino a Days of Being Wild.

AMORE FANTASTICO

Un capitolo a parte viene dedicato a tutti quei film contraddistinti da un amore “extra-ordinario”, che si tratti di pellicole ispirate ai fumetti o con ambientazioni fantascientifiche: a rappresentare il l’amore tra supereroi saranno Spiderman – che il designer californiano Anthony Petrie ritrae mentre tiene in braccio, in una sorta di Pietà rivisitata, l’amante che ha perduto per sua stessa colpa –, e la coppia Batman/Catwoman (regia di Tim Burton), rappresentata dall’illustratore californiano Steven Luros Holliday in una veste inedita e quasi “fetish”. Il mondo della fantascienza si presenta invece sotto le sembianze di lavori ispirati a film-manifesto di un amore insolito ma quanto mai contemporaneo, quello uomo-macchina: Her è stato re-intepretato dall’artista dell’Oregon Raphael Kelly, Blade Runner dal francese Guillaume Morellec e Ex Machina dallo scozzese con base a Brooklyn Rapscallion Art.

Infine una piccola sezione si concentrerà sulla Francia, paese romantico per eccellenza: in mostra i poster di due film come Il favoloso mondo di Amélie – ripensato dall’artista grafico con sede in UK Ruben Ireland e dal polacco Leszek Żebrowski – e Ritratto della giovane in fiamme (regia di Céline Sciamma), a cui l’artista auto-didatta Nan Lawson dedica uno struggente lavoro grafico.

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Orari di apertura:

dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20.30
Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

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IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE

IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE

La mostra è a ingresso libero

22 Dicembre 2023

Soggettiva Gallery presenta dal 3/1 (fino all’11/2) la nuova mostra:

IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE

con i poster ispirati ai film del maestro giapponese, in concomitanza con l’uscita del suo nuovo, attesissimo lavoro “Il ragazzo e l’airone”

Il 2024 di Soggettiva Gallery si apre mercoledì 3 gennaio con un tributo a Hayao Miyazaki, uno dei più grandi maestri del cinema di animazione di tutti i tempi, la cui ultima fatica targata Studio Ghibli “Il ragazzo e l’airone” uscirà nelle sale italiane il 1° gennaio 2024, distribuito da Lucky Red.

Dal 16 gennaio la mostra verrà arricchita grazie a un approfondimento legato all’Oriente in senso lato, un mondo per noi ancora lontano che non smette di affascinarci in ogni suo aspetto, dalla calligrafia fino a immagini iconiche come “La grande onda di Kanagawa” di Hokusai.

Da mercoledì 3 gennaio 2024

“IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE”

Soggettiva Gallery presenta, da mercoledì 3 gennaio 2024, la nuova mostra IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE, omaggio alla straordinaria filmografia del regista giapponese, co-fondatore dello Studio Ghibli, punto di riferimento mondiale per gli amanti dell’animazione cinematografica.

LE OPERE

L’esposizione raccoglie – in concomitanza all’uscita al cinema de “Il ragazzo e l’airone”, il nuovo film di Miyazaki che ha battuto ogni record incassando, nel primo week-end di programmazione, più di 11 milioni di dollari in Giappone e quasi 13 negli Stati Uniti – gli Alternative Movie Poster di artisti e illustratori internazionali che vedono nel maestro giapponese una fonte d’ispirazione fondamentale per la loro produzione artistica.

STUDIO GHIBLI ONE LOVE


I lavori in mostra getteranno nuova luce sui grandi titoli della produzione di Studio Ghibli come “La città incantata” – enorme successo commerciale con più di 400 milioni di dollari incassati nel mondo –, rivista tramite gli sgargianti toni del blu, del rosso e dell’azzurro dal belga Mainger e quella metafisica dell’architetto Americano Bailey race, “Ponyo sulla scogliera”, rappresentato dal caleidoscopio e vorticoso lavoro di Chris Koeler, Princess Mononoke”, che la pluripremiata Zi Xu ci propone attraverso un ritratto corale di creature magiche e di maschere tipiche della tradizione giapponese.

Tra i film di Miyazaki a cui il pubblico è più legato c’è “Il mio vicino Totoro”: in mostra saranno presenti le versioni di Jordan Bolton, nella dettagliatissima e maniacale versione dedicata agli “oggetti di scena” e de Le Nevralgie Costanti, che propone in esclusiva per Soggettiva Gallery una dolce e iridescente rappresentazione di Totoro

IL DISCRETO FASCINO DELL’ORIENTE

Dal 16 gennaio la mostra verrà ampliata grazie a una ricca selezione di lavori che si rifanno al mito dell’Oriente, centro gravitazionale di una poetica che ancora oggi è oggetto di grande fascinazione da parte del pubblico occidentale, anche per la capacità di riflettere un’immagine che spesso è lontana dalla percezione che l’Occidente ha di sé stesso.

Due esempi lampanti sono film di Miyazaki quali “Porco Rosso” e “Il castello errante di Howl”: del primo è emblematico l’opera di Fabiocs che ritrae il protagonista a bordo del suo aeroplano – il padre di Miyazaki era ingegnere aereonautico –, mentre del secondo saranno esposte due sognanti versioni a cura del famoso incisore Dan Grissom.

UN MIX ESPLOSIVO

Tra gli elementi che più hanno richiamato l’attenzione degli artisti in mostra ci sono le diverse e ricercatissime grafie orientali. Sono infatti svariati gli Alternative Movie Poster che accostano all’immaginario di grandi classici del cinema occidentale l’uso di parole scritte con alfabeti cinesi, giapponesi o coreani.

Tra le opere più rappresentative di questo genere quelle realizzate dal collettivo americano Rucking Fotten, conosciuto per i periodi limitatissimi con cui rende disponibili i propri lavori, di cui sarà esposta una selezione di 8 titoli, tra cui “Arancia Meccanica”, “Guerrieri della notte” e “Rosemary’s Baby”.

IL GRANDE SQUALO DI KANAGAWA

Un’altra tendenza è quella di creare una commistione, e quindi un cortocircuito, tra immaginario occidentale ed orientale: tra i lavori in mostra “Ninja Star Wars” di Steve Bialik, la versione di “Lo squalo” reinterpretata da Mark Bell – in cui lo squalo si fonde con una delle immagini più celebri al mondo, la xilografia del pittore giapponese Hokusai intitolata “La grande onda di Kanagawa” –, o ancora le opere di Jed Henry, fine illustratore che si serve unicamente di carta giapponese lavorata a mano: sue due versioni di “Star Wars” e de “La città incantata”.

MOSTRI GIAPPONESI E DOVE TROVARLI

In mostra anche capolavori dell’animazione e del fumetto giapponese che sono stati oggetto di rivisitazione e trasformazione in Alternative Movie Poster: è il caso di “Godzilla”, visto attraverso gli occhi di Max Dalton e, in esclusiva per Soggettiva Gallery, del bolognese Francesco Casolari; ad “Akira”, sono dedicate le raffinate opere di artisti rinomati come i Van Orton e l’americano Anthony Petrie, affasciato dalle topografie e dalle mappe.

INFINE I GRANDI CLASSICI

Infine non potevano mancare anche nomi altisonanti della cinematografia classica giapponese quali Akira Kurosawa (in esposizione un’opera di BRVM ispirata a “L’angelo ubriaco”) e Yasujiro Ozu (il francese Tom Haugomat si è concentrato su “Viaggio a Tokyo”) ma anche più recenti maestri del cinema orientale: l’illustratrice Silvia Cocomazzi ha lavorato per Soggettiva Gallery sui film di Wong Kar-wai, mentre altri artisti hanno scelto di rielaborare i film di registi sud-coreani quali Bong Joon-ho (“Parasite”, “The Host”, “Memorie di un assassino”) e Park Chan-wook (“Oldboy”).

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Orari di apertura:

dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20.30
Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

Foto alternative movie poster de La città incantata (japanese) | Bailey Race | Hayao Miyazaki | Soggettiva Gallery Milano

Il 2024 di Soggettiva Gallery si apre mercoledì 3 gennaio con un tributo a Hayao Miyazaki, uno dei più grandi maestri del cinema di animazione di tutti i tempi, la cui ultima fatica targata Studio Ghibli “Il ragazzo e l’airone” uscirà nelle sale italiane il 1° gennaio 2024, distribuito da Lucky Red.

Dal 16 gennaio la mostra verrà arricchita grazie a un approfondimento legato all’Oriente in senso lato, un mondo per noi ancora lontano che non smette di affascinarci in ogni suo aspetto, dalla calligrafia fino a immagini iconiche come “La grande onda di Kanagawa” di Hokusai.

Alternative movie poster di Totoro (Rainbow) | Hayao Miyazaki | Le Nevralgie Costanti | Soggettiva Gallery Milano

Da mercoledì 3 gennaio 2024

“IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE”

Soggettiva Gallery presenta, da mercoledì 3 gennaio 2024, la nuova mostra IL MIO VICINO MIYAZAKI E L’ORIENTE, omaggio alla straordinaria filmografia del regista giapponese, co-fondatore dello Studio Ghibli, punto di riferimento mondiale per gli amanti dell’animazione cinematografica.

LE OPERE

L’esposizione raccoglie – in concomitanza all’uscita al cinema de “Il ragazzo e l’airone”, il nuovo film di Miyazaki che ha battuto ogni record incassando, nel primo week-end di programmazione, più di 11 milioni di dollari in Giappone e quasi 13 negli Stati Uniti – gli Alternative Movie Poster di artisti e illustratori internazionali che vedono nel maestro giapponese una fonte d’ispirazione fondamentale per la loro produzione artistica.

Foto alternative movie poster de Il mio vicino Totoro (Objects) | Jordan Bolton | Hayao Miyazaki | Soggettiva Gallery Milano

STUDIO GHIBLI ONE LOVE


I lavori in mostra getteranno nuova luce sui grandi titoli della produzione di Studio Ghibli come “La città incantata” – enorme successo commerciale con più di 400 milioni di dollari incassati nel mondo –, rivista tramite gli sgargianti toni del blu, del rosso e dell’azzurro dal belga Mainger e quella metafisica dell’architetto Americano Bailey race, “Ponyo sulla scogliera”, rappresentato dal caleidoscopio e vorticoso lavoro di Chris Koeler, Princess Mononoke”, che la pluripremiata Zi Xu ci propone attraverso un ritratto corale di creature magiche e di maschere tipiche della tradizione giapponese.

Foto alternative movie poster de Porco Rosso (Glasses) | Fabiocs | Hayao Miyazaki | Soggettiva Gallery Milano

Tra i film di Miyazaki a cui il pubblico è più legato c’è “Il mio vicino Totoro”: in mostra saranno presenti le versioni di Jordan Bolton, nella dettagliatissima e maniacale versione dedicata agli “oggetti di scena” e de Le Nevralgie Costanti, che propone in esclusiva per Soggettiva Gallery una dolce e iridescente rappresentazione di Totoro

Foto alternative movie poster de Il Castello Errante di Howl | Dan Grissom | Hayao Miyazaki | Soggettiva Gallery Milano

IL DISCRETO FASCINO DELL’ORIENTE

Dal 16 gennaio la mostra verrà ampliata grazie a una ricca selezione di lavori che si rifanno al mito dell’Oriente, centro gravitazionale di una poetica che ancora oggi è oggetto di grande fascinazione da parte del pubblico occidentale, anche per la capacità di riflettere un’immagine che spesso è lontana dalla percezione che l’Occidente ha di sé stesso.

Due esempi lampanti sono film di Miyazaki quali “Porco Rosso” e “Il castello errante di Howl”: del primo è emblematico l’opera di Fabiocs che ritrae il protagonista a bordo del suo aeroplano – il padre di Miyazaki era ingegnere aereonautico –, mentre del secondo saranno esposte due sognanti versioni a cura del famoso incisore Dan Grissom.

Foto alternative movie poster de Arancia meccanica | Rucking Fotten | Stanley Kubrick | Soggettiva Gallery Milano

UN MIX ESPLOSIVO

Tra gli elementi che più hanno richiamato l’attenzione degli artisti in mostra ci sono le diverse e ricercatissime grafie orientali. Sono infatti svariati gli Alternative Movie Poster che accostano all’immaginario di grandi classici del cinema occidentale l’uso di parole scritte con alfabeti cinesi, giapponesi o coreani.

Tra le opere più rappresentative di questo genere quelle realizzate dal collettivo americano Rucking Fotten, conosciuto per i periodi limitatissimi con cui rende disponibili i propri lavori, di cui sarà esposta una selezione di 8 titoli, tra cui “Arancia Meccanica”, “Guerrieri della notte” e “Rosemary’s Baby”.

Foto alternative movie poster del film Lo squalo regia di Steven Spielberg | Mark Bell | Soggettiva Gallery Milano

IL GRANDE SQUALO DI KANAGAWA

Un’altra tendenza è quella di creare una commistione, e quindi un cortocircuito, tra immaginario occidentale ed orientale: tra i lavori in mostra “Ninja Star Wars” di Steve Bialik, la versione di “Lo squalo” reinterpretata da Mark Bell – in cui lo squalo si fonde con una delle immagini più celebri al mondo, la xilografia del pittore giapponese Hokusai intitolata “La grande onda di Kanagawa” –, o ancora le opere di Jed Henry, fine illustratore che si serve unicamente di carta giapponese lavorata a mano: sue due versioni di “Star Wars” e de “La città incantata”.

Foto alternative movie poster di Godzilla di Ishiro Honda

MOSTRI GIAPPONESI E DOVE TROVARLI

In mostra anche capolavori dell’animazione e del fumetto giapponese che sono stati oggetto di rivisitazione e trasformazione in Alternative Movie Poster: è il caso di “Godzilla”, visto attraverso gli occhi di Max Dalton e, in esclusiva per Soggettiva Gallery, del bolognese Francesco Casolari; ad “Akira”, sono dedicate le raffinate opere di artisti rinomati come i Van Orton e l’americano Anthony Petrie, affasciato dalle topografie e dalle mappe.

Foto alternative movie poster di Viaggio a Tokyo (Tokyo Story) di Yasujirō Ozu | Tom haugomat

INFINE I GRANDI CLASSICI

Infine non potevano mancare anche nomi altisonanti della cinematografia classica giapponese quali Akira Kurosawa (in esposizione un’opera di BRVM ispirata a “L’angelo ubriaco”) e Yasujiro Ozu (il francese Tom Haugomat si è concentrato su “Viaggio a Tokyo”) ma anche più recenti maestri del cinema orientale: l’illustratrice Silvia Cocomazzi ha lavorato per Soggettiva Gallery sui film di Wong Kar-wai, mentre altri artisti hanno scelto di rielaborare i film di registi sud-coreani quali Bong Joon-ho (“Parasite”, “The Host”, “Memorie di un assassino”) e Park Chan-wook (“Oldboy”).

Foto alternative movie poster del film L'angelo ubriaco di Akira Kurosawa | BRVM | Soggettiva Gallery Milano

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Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

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…BEFORE CHRISTMAS

…BEFORE CHRISTMAS
25 Novembre 2023
Foto alternative movie poster de La fabbrica di cioccolato | Tim Burton | Rupesco | Soggettiva Gallery Milano

Soggettiva Gallery presenta da VENERDÌ 1 DICEMBRE 2023 la nuova mostra:
…BEFORE CHRISTMAS

con gli alternative movie poster ispirati al Natale e con le opere in realtà aumentata di Diabolik by Cristina Stifanic

La mostra raccoglie i film che il pubblico più ama vedere e rivedere durante le feste natalizie: dalla saga di Harry Potter a “Frankenstein Junior”, da “Ghostbuster” al recente fenomeno mediatico rappresentato da “Barbie” di Greta Gerwig, da “Il mago di Oz” a “Mamma ho perso l’aereo”.


In più alcuni poster “antologici” dedicati a icone come Supermario, ai film degli anni ’80 e ’90 e al Calendario dell’Avvento, oltre alle opere in realtà aumentata che Cristina Stifanic dedica a Diabolik, l’intramontabile ladro dei fumetti creato dalle sorelle Giussani.

Da venerdì 1  dicembre 2023 

“…BEFORE CHRISTMAS”

La mostra …BEFORE CHRISTMAS, dal 1 DICEMBRE, presenta una serie di opere ispirate ai film tipici del periodo natalizio, dalla magia dei film di “Harry Potter” , rappresentati da Ape Meets Girl, al soprannaturale di “Ghostbuster” reinterpretato da Max Dalton, così come un classico delle feste come “Mamma ho perso l’aereo” o un’istituzione del Natale come il Calendario dell’Avvento, rielaborato in forma di Alternative Movie Poster.

HARRY POTTER E IL POSTER ALTERNATIVO

Per chi è nato degli anni ’90 la saga cinematografica di Harry Potter, ispirata ai romanzi di J.K. Rowling, ha rappresentato amore “a prima vista”. Le avventure di Harry, Ron e Hermione hanno segnato un’intera generazione, in bilico tra magia e ordinarietà.

“LE VALENZE DI ENERGIA PSICOCINETICA SONO OLTRE I VALORI MASSIMI!”

Due film con protagonista Bill Murray come “Ghostbuster” e “Ricomincio da capo” non possono mancare in un’ipotetica playlist di film da rivedere quando per strada compaiono le prime luci di Natale. Quale sarebbe il film che  sareste disposti a guardare all’infinito se la vostra giornata si ripetesse da capo in un ciclo continuo come nel film di Harold Ramis? 

SI…PUÒ…FARE!

Frankenstein Junior è con ogni probabilità il film più celebre  della carriera di Mel Brooks. Entrato di diritto nella memoria collettiva, anche e soprattutto per le sue battute folgoranti e per il personaggio dell’assistente gobbo Igor, interpretato da un sublime Marty Feldman, il film è una sapiente rilettura dell’horror classico, e del suo significato recondito nella messa in scena del deforme, del diverso. I poster di Conor Langton e Cranio Dsgn omaggiano questo classico: quale regalo migliore per Natale?

DIABOLIK CHI SEI?

Per celebrare il 60esimo anniversario dalla nascita di Eva Kant, così come dell’uscita al cinema di “Diabolik chi sei?”, terzo e ultimo capitolo della saga cinematografica diretta dai Manetti Bros, Cristina Stifanic espone da Soggettiva Gallery quatto opere dedicate al celebre ladro dei fumetti creato dalle sorelle Giussani.

Due di queste , il ritratto di Lady Kant e “Back to Paradise”, presentano una novità assoluta: la realtà aumentata, che mescola due universi, il nostro e quello virtuale, i due universi si mescolano per creare esperienze uniche, innovative e multisensoriali.

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Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

Foto alternative movie poster del film Ghostbuster (Stay Puft) | Max Dalton | Ivan Reitman | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster Se questa è la loro idea del Natale... | Xander Lee | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster de Harry Potter e il calice di fuoco | Mike Newell | Ape Meets Girl | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster di Diabolik | Cristina Stifanic | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Batman (Cars) di Tim Burton | Made in Exilio | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster de Frankenstein Junior | Mel Brooks | Cranio Dsgn | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Ghostbuster (Stay Puft) | Max Dalton | Ivan Reitman | Soggettiva Gallery Milano

La mostra raccoglie i film che il pubblico più ama vedere e rivedere durante le feste natalizie: dalla saga di Harry Potter a “Frankenstein Junior”, da “Ghostbuster” al recente fenomeno mediatico rappresentato da “Barbie” di Greta Gerwig, da “Il mago di Oz” a “Mamma ho perso l’aereo”.


In più alcuni poster “antologici” dedicati a icone come Supermario, ai film degli anni ’80 e ’90 e al Calendario dell’Avvento, oltre alle opere in realtà aumentata che Cristina Stifanic dedica a Diabolik, l’intramontabile ladro dei fumetti creato dalle sorelle Giussani.

Foto alternative movie poster Se questa è la loro idea del Natale... | Xander Lee | Soggettiva Gallery Milano

Da venerdì 1  dicembre 2023 

“…BEFORE CHRISTMAS”

La mostra …BEFORE CHRISTMAS, dal 1 DICEMBRE, presenta una serie di opere ispirate ai film tipici del periodo natalizio, dalla magia dei film di “Harry Potter” , rappresentati da Ape Meets Girl, al soprannaturale di “Ghostbuster” reinterpretato da Max Dalton, così come un classico delle feste come “Mamma ho perso l’aereo” o un’istituzione del Natale come il Calendario dell’Avvento, rielaborato in forma di Alternative Movie Poster.

Foto alternative movie poster de Harry Potter e il calice di fuoco | Mike Newell | Ape Meets Girl | Soggettiva Gallery Milano

HARRY POTTER E IL POSTER ALTERNATIVO

Per chi è nato degli anni ’90 la saga cinematografica di Harry Potter, ispirata ai romanzi di J.K. Rowling, ha rappresentato amore “a prima vista”. Le avventure di Harry, Ron e Hermione hanno segnato un’intera generazione, in bilico tra magia e ordinarietà.

Foto alternative movie poster di Ricomincio da capo | Chris McGuire | Soggettiva Gallery

“LE VALENZE DI ENERGIA PSICOCINETICA SONO OLTRE I VALORI MASSIMI!”

Due film con protagonista Bill Murray come “Ghostbuster” e “Ricomincio da capo” non possono mancare in un’ipotetica playlist di film da rivedere quando per strada compaiono le prime luci di Natale. Quale sarebbe il film che  sareste disposti a guardare all’infinito se la vostra giornata si ripetesse da capo in un ciclo continuo come nel film di Harold Ramis? 

Foto alternative movie poster de Frankenstein Junior | Mel Brooks | Cranio Dsgn | Soggettiva Gallery Milano

SI…PUÒ…FARE!

Frankenstein Junior è con ogni probabilità il film più celebre  della carriera di Mel Brooks. Entrato di diritto nella memoria collettiva, anche e soprattutto per le sue battute folgoranti e per il personaggio dell’assistente gobbo Igor, interpretato da un sublime Marty Feldman, il film è una sapiente rilettura dell’horror classico, e del suo significato recondito nella messa in scena del deforme, del diverso. I poster di Conor Langton e Cranio Dsgn omaggiano questo classico: quale regalo migliore per Natale?

Foto alternative movie poster di Diabolik | Cristina Stifanic | Soggettiva Gallery Milano

DIABOLIK CHI SEI?

Per celebrare il 60esimo anniversario dalla nascita di Eva Kant, così come dell’uscita al cinema di “Diabolik chi sei?”, terzo e ultimo capitolo della saga cinematografica diretta dai Manetti Bros, Cristina Stifanic espone da Soggettiva Gallery quatto opere dedicate al celebre ladro dei fumetti creato dalle sorelle Giussani.

Due di queste , il ritratto di Lady Kant e “Back to Paradise”, presentano una novità assoluta: la realtà aumentata, che mescola due universi, il nostro e quello virtuale, i due universi si mescolano per creare esperienze uniche, innovative e multisensoriali.

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Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20.30
Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

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TIM BURTON’S NIGHTMARE…

TIM BURTON NIGHTMARE’S…
10 Novembre 2023
Foto Alternative Movie Poster | Edward Mani di Forbice (VARIANT boule de niege) | Tim BURTON | Veronica Chessa | Soggettiva Gallery

Soggettiva Gallery presenta da sabato 18 novembre 2023 la nuova mostra: TIM BURTON’S NIGHTMARE…

dedicata agli alternative movie poster ispirati al cinema di Tim Burton a un anno esatto dall’apertura della Galleria, in concomitanza con l’esposizione-evento dedicata al regista americano al Museo del Cinema di Torino.

La mostra celebra  uno dei registi più influenti degli ultimi 40 anni, in grado di conquistare il pubblico con atmosfere gotiche popolate da individui condannati alla loro anormalità.

TIM BURTON’S NIGHTMARE…si pone in dialogo con la mostra-omaggio a Burton in corso al Museo del Cinema di Torino, già tra le più visitate del 2023.

Da sabato 18 novembre 2023 

“TIM BURTON’S NIGHTMARE…”

La mostra TIM BURTON’S NIGHTMARE…, dal 18 novembre, a un anno esatto di distanza dall’inaugurazione di Soggettiva Gallery, evoca il tenebroso mondo di Tim Burton in tutte le sue sfumature grazie a una selezione di straordinari Alternative Movie Poster.

LE OPERE

Anche in quest’occasione Soggettiva Gallery ha commissionato diverse opere originali: la rappresentazione di un caposaldo della poetica burtoniana come Edward mani di forbice è stato affidato alla fiabesca manualità di Veronica Chessa; Fredlobo Lopez si è invece cimentato con Batman, la cui versione diretta da Burton e interpretata da Micheal Keaton e Jack Nicholson è tuttora fra le più amate dagli appasionati del supereroe-pipistrello, e con Sweneey Todd, quest’ultima tra le migliori performance offerte da Johnny Depp nel corso della sua lunga collaborazione artistica con Burton.

THE NIGHTMARE BEFORE…

C’è un prima e un dopo The Nighmare Before Christmas, per quanto il film sia stato di fatto diretto da Henry Selick: Burton dà vita a un gioiello dell’animazione in sto-motion che ribalta completamente l’immaginario natalizio tradizionale con una storia dove scheletri e fantasmi mostrano più vitalità di molti esseri viventi, così come nel poster di Mark Bell. Simone Macciocchi ha ulteriormente omaggiato la pellicola con una serie di opere uniche, tra “graffi” su carta e collage di tessuto su cartoncino.

NUOTARE IN  UN FIUME DI CIOCCOLATO

Max Dalton si è invece lasciato ispirare da La fabbrica di cioccolato, tratto dal romanzo di Roald Dahl, che Burton è stato in grado di trasporre nel proprio sinistro e personalissimo immaginario pur facendo fede al racconto originale. Anche Rupesco rende omaggio al film con un’opera che gioca sui riflessi provenienti dai celebri occhiali di Willy Wonka. Dal racconto è stato tratto un nuovo capitolo cinematografico: un motivo in più per apprezzare da un punto di vista inedito il film di Burton e il relativo poster.

BURTON ATTACKS!

Sempre Max Dalton propone la sua versione  di Mars Attacks!: ispirandosi alla fantascienza anni ’50, Burton rivisita secondo le proprie regole il classico schema dell’invasione aliena: gli extra-terrestri, realizzati in computer grafica, sono portatori di una graffiante satira sulla brama di potere degli Stati Uniti.

LA NASCITA DI UN GENIO

Punto di partenza della poetica di Tim Burton, Beetlejuice “è una deliziosa commedia goth che ribalta lo stereotipo classico dei film horror. Gli effetti speciali artigianali e la colonna sonora contribuiscono a rendere alla perfezione un’atmosfera orrorifica e psichedelica che rende omaggio alle suggestioni del surrealismo” Longtake.it. Come non apprezzare la nuvola rappresentata da Chris Brake da cui spuntano i vari fantasmi e mostriciattoli che popolano il fim?

UNA FAMIGLIA ADOTTIVA?

A volte guardando Tim Burton può venire il dubbio che sia stato allevato dalla Famiglia Addams: scherzi a parte, la celebre compagine creata dalla mente di Charles Addams presenta diversi punti di contatto con l’immaginario del regista americano: non è un caso che Burton sia tra gli ideatori della serie Mercoledì, incentratata sulla figura di Mercoledì Addams: Duke Duel ci offre la sua reinterpretazione del personaggio interpretato da Jenna Ortega.

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Orari di apertura:

dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20.30
Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

Foto alternative movie poster | Batman (canvas) | Fred Lobo Lopez | Tim Burton | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS (Pumpkin) Mark Bell | Tim Burton | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster | Sweeney Todd | Fred Lobo Lopez | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto di Alternative movie poster del film Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato | Max Dalton | Soggettava Gallery
Alternative movie poster Mars Attacks! | Tim Burton | Max Dalton | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Beetlejuice regia di Tim Burton | Chris Brake | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster della serie Mercoledì di Tim Burton | Duke Duel | Soggettiva Gallery Milano
Foto di Incisione (n.1) opera unica di Nightmare before Christmas di Tim Burton | Simone Macciocchi | Soggettava Gallery Milano
Alternative movie poster I misteri di Sleepy Hollow | Tim Burton | Chris Koehler | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Catwoman (Profile) | Tim Burton | Tomasz Majewski | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Alice nel paese delle meraviglie | Leszek Wisniewski | Tim Burton | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster | Batman (canvas) | Fred Lobo Lopez | Tim Burton | Soggettiva Gallery Milano

La mostra celebra  uno dei registi più influenti degli ultimi 40 anni, in grado di conquistare il pubblico con atmosfere gotiche popolate da individui condannati alla loro anormalità.

TIM BURTON’S NIGHTMARE…si pone in dialogo con la mostra-omaggio a Burton in corso al Museo del Cinema di Torino, già tra le più visitate del 2023.

Da sabato 18 novembre 2023 

“TIM BURTON’S NIGHTMARE…”

La mostra TIM BURTON’S NIGHTMARE…, dal 18 novembre, a un anno esatto di distanza dall’inaugurazione di Soggettiva Gallery, evoca il tenebroso mondo di Tim Burton in tutte le sue sfumature grazie a una selezione di straordinari Alternative Movie Poster.

Alternative movie poster NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS (Pumpkin) Mark Bell | Tim Burton | Soggettiva Gallery Milano

LE OPERE

Anche in quest’occasione Soggettiva Gallery ha commissionato diverse opere originali: la rappresentazione di un caposaldo della poetica burtoniana come Edward mani di forbice è stato affidato alla fiabesca manualità di Veronica Chessa.

Foto alternative movie poster | Sweeney Todd | Fred Lobo Lopez | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano

Fredlobo Lopez si è invece cimentato con Batman, la cui versione diretta da Burton e interpretata da Micheal Keaton e Jack Nicholson è tuttora fra le più amate dagli appasionati del supereroe-pipistrello, e con Sweneey Todd, quest’ultima tra le migliori performance offerte da Johnny Depp nel corso della sua lunga collaborazione artistica con Burton.

Foto di Alternative movie poster del film Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato | Max Dalton | Soggettava Gallery

THE NIGHTMARE BEFORE…

C’è un prima e un dopo The Nighmare Before Christmas, per quanto il film sia stato di fatto diretto da Henry Selick: Burton dà vita a un gioiello dell’animazione in sto-motion che ribalta completamente l’immaginario natalizio tradizionale con una storia dove scheletri e fantasmi mostrano più vitalità di molti esseri viventi, così come nel poster di Mark Bell. Simone Macciocchi ha ulteriormente omaggiato la pellicola con una serie di opere uniche, tra “graffi” su carta e collage di tessuto su cartoncino.

Alternative movie poster Mars Attacks! | Tim Burton | Max Dalton | Soggettiva Gallery Milano

NUOTARE IN  UN FIUME DI CIOCCOLATO

Max Dalton si è invece lasciato ispirare da La fabbrica di cioccolato, tratto dal romanzo di Roald Dahl, che Burton è stato in grado di trasporre nel proprio sinistro e personalissimo immaginario pur facendo fede al racconto originale. Anche Rupesco rende omaggio al film con un’opera che gioca sui riflessi provenienti dai celebri occhiali di Willy Wonka. Dal racconto è stato tratto un nuovo capitolo cinematografico: un motivo in più per apprezzare da un punto di vista inedito il film di Burton e il relativo poster.

Foto alternative movie poster del film Beetlejuice regia di Tim Burton | Chris Brake | Soggettiva Gallery Milano

BURTON ATTACKS!

Sempre Max Dalton propone la sua versione  di Mars Attacks!: ispirandosi alla fantascienza anni ’50, Burton rivisita secondo le proprie regole il classico schema dell’invasione aliena: gli extra-terrestri, realizzati in computer grafica, sono portatori di una graffiante satira sulla brama di potere degli Stati Uniti.

Foto di Incisione (n.1) opera unica di Nightmare before Christmas di Tim Burton | Simone Macciocchi | Soggettava Gallery Milano
Foto alternative movie poster della serie Mercoledì di Tim Burton | Duke Duel | Soggettiva Gallery Milano

LA NASCITA DI UN GENIO

Punto di partenza della poetica di Tim Burton, Beetlejuice “è una deliziosa commedia goth che ribalta lo stereotipo classico dei film horror. Gli effetti speciali artigianali e la colonna sonora contribuiscono a rendere alla perfezione un’atmosfera orrorifica e psichedelica che rende omaggio alle suggestioni del surrealismo” Longtake.it. Come non apprezzare la nuvola rappresentata da Chris Brake da cui spuntano i vari fantasmi e mostriciattoli che popolano il fim?

Alternative movie poster I misteri di Sleepy Hollow | Tim Burton | Chris Koehler | Soggettiva Gallery Milano

UNA FAMIGLIA ADOTTIVA?

A volte guardando Tim Burton può venire il dubbio che sia stato allevato dalla Famiglia Addams: scherzi a parte, la celebre compagine creata dalla mente di Charles Addams presenta diversi punti di contatto con l’immaginario del regista americano: non è un caso che Burton sia tra gli ideatori della serie Mercoledì, incentratata sulla figura di Mercoledì Addams: Duke Duel ci offre la sua reinterpretazione del personaggio interpretato da Jenna Ortega.

Alternative movie poster Catwoman (Profile) | Tim Burton | Tomasz Majewski | Soggettiva Gallery Milano

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FELLINI. CIAO MAESTRO

FELLINI. CIAO MAESTRO
28 Ottobre 2023
Foto alternative movie poster del film Amarcord | Andrzej Krajewski | Fellini | Soggettiva Gallery Milano

Soggettiva Gallery presenta da martedì 31 Ottobre 2023 la nuova mostra:
FELLINI. CIAO MAESTRO

a 30 anni dalla scomparsa del regista riminese, l’esposizione raccoglie una serie di imperdibili rappresentazioni grafiche nate dal tratto dei più importanti illustratori polacchi e di Milo Manara

Soggettiva Gallery presenta Fellini. Ciao Maestro con gli alternative movie poster ispirati a capolavori di Federico Fellini in occasione dei 30 anni dalla sua scomparsa

Da martedì 31 ottobre 2023 

“FELLINI. CIAO MAESTRO”

La mostra FELLINI. CIAO MAESTRO, dal 31 ottobre, presenta una serie di opere dedicate ad ai film che hanno reso il nome “Fellini” sinonimo di assoluta eccellenza cinematografica. 

FELLINI: SOGNO O SON DESTO? 

Fellini. Ciao Maestro si pone in concomitanza con diverse ricorrenze legate a Federico Fellini: il 2023 non marca infatti solo i 30 anni dalla scomparsa del regista riminese, ma anche i 50 anni dall’uscita di Amarcord – film dal significato così profondo da dar luogo a un neologismo ancora oggi in uso – e i 60 anni da 8 e ½, considerato uno dei capolavori di Fellini e una delle migliori pellicole cinematografiche di tutti i tempi

DALLA POLONIA CON STUPORE

Un’occasione unica per ripercorrere le grandi storie messe in scena dal genio creativo di Federico Fellini e riproposte in chiave “alternativa” dalla maestria grafica e immaginativa di alcuni dei più noti disegnatori della Scuola del Manifesto Polacco: Andrzej Krajewski (Amarcord), Waldemar Swierzy (ritratto di Fellini) e Leszek Wisniewski (8 e ½).

FELLINI BY MANARA

L’esposizione raccoglie una serie di illustrazioni di Milo Manara dedicate al cinema di Fellini: in mostra, tra le altre, le rappresentazioni di film come La strada, Lo sceicco bianco, Amarcord, La dolce vita, Satyricon: un dialogo intenso e proficuo tra due maestri italiani in grado di raccontare le reciproche influenze e le intime connessioni che legarono i due artisti e i loro rispettivi ambiti creativi e professionali

MEZZO SECOLO FA…AMARCORD

Avete mai avuto la voglia di rivisitare i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza? Spesso accade che ritornando in quei posti si avverte una netta discrepanza tra la propria mitologia del ricordo e la realtà effettiva. Fellini rielabora il mito della propria adolescenza riminese: in Amarcord la narrazione si sfalda seguendo i sogni-ricordi del regista fino allo sfondamento della quarta parete con lo sguardo degli interpreti in macchina.

60 DOLCISSIMI ANNI

La dolce vita è un vero e proprio spartiacque, tra il Fellini narratore degli anni 50 e il Fellini aperto all’attività onirica: dal punto di vista visivo il film si distingue per una sapiente alternanza di stili che vanno dalla grazia barocca al crudo realismo, spingendo al massimo le potenzialità espressive del linguaggio cinematografico con ardite profondità di campo, punti di vista e angolazioni di ripresa mai banali, e dialoghi e musiche in perfetta sintonia

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Foto alternative movie poster del film Amarcord | Foto alternative movie poster di Federico Fellini | Andrzej Krajewski | Fellini | Soggettiva Gallery Milano | Fellini | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Amarcord di Federico Fellini | Milo Manara | Fellini | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film 8 e 1/2 | Leszek Wisniewski | Fellini | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film La città delle donne | Milo Manara | Fellini | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster di La dolce vita di Federico Fellini | Adam Juresko
Foto alternative movie poster del film Il Casanova di Federico Fellini | Milo Manara | Fellini | Soggettiva Gallery Milano
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Soggettiva Gallery presenta Fellini. Ciao Maestro con gli alternative movie poster ispirati a capolavori di Federico Fellini in occasione dei 30 anni dalla sua scomparsa

Da martedì 31 ottobre 2023 

“FELLINI. CIAO MAESTRO”

La mostra FELLINI. CIAO MAESTRO, dal 31 ottobre, presenta una serie di opere dedicate ad ai film che hanno reso il nome “Fellini” sinonimo di assoluta eccellenza cinematografica. 

Foto alternative movie poster del film Amarcord di Federico Fellini | Milo Manara | Fellini | Soggettiva Gallery Milano

FELLINI: SOGNO O SON DESTO? 

Fellini. Ciao Maestro si pone in concomitanza con diverse ricorrenze legate a Federico Fellini: il 2023 non marca infatti solo i 30 anni dalla scomparsa del regista riminese, ma anche i 50 anni dall’uscita di Amarcord – film dal significato così profondo da dar luogo a un neologismo ancora oggi in uso – e i 60 anni da 8 e ½, considerato uno dei capolavori di Fellini e una delle migliori pellicole cinematografiche di tutti i tempi

Foto alternative movie poster del film 8 e 1/2 | Leszek Wisniewski | Fellini | Soggettiva Gallery Milano

DALLA POLONIA CON STUPORE

Un’occasione unica per ripercorrere le grandi storie messe in scena dal genio creativo di Federico Fellini e riproposte in chiave “alternativa” dalla maestria grafica e immaginativa di alcuni dei più noti disegnatori della Scuola del Manifesto Polacco: Andrzej Krajewski (Amarcord), Waldemar Swierzy (ritratto di Fellini) e Leszek Wisniewski (8 e ½).

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FELLINI BY MANARA

L’esposizione raccoglie una serie di illustrazioni di Milo Manara dedicate al cinema di Fellini: in mostra, tra le altre, le rappresentazioni di film come La strada, Lo sceicco bianco, Amarcord, La dolce vita, Satyricon: un dialogo intenso e proficuo tra due maestri italiani in grado di raccontare le reciproche influenze e le intime connessioni che legarono i due artisti e i loro rispettivi ambiti creativi e professionali

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MEZZO SECOLO FA…AMARCORD

Avete mai avuto la voglia di rivisitare i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza? Spesso accade che ritornando in quei posti si avverte una netta discrepanza tra la propria mitologia del ricordo e la realtà effettiva. Fellini rielabora il mito della propria adolescenza riminese: in Amarcord la narrazione si sfalda seguendo i sogni-ricordi del regista fino allo sfondamento della quarta parte con lo sguardo degli interpreti in macchina.

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60 DOLCISSIMI ANNI

“La dolce vita” è un vero e proprio spartiacque, tra il Fellini narratore degli anni 50 e il Fellini aperto all’attività onirica: dal punto di vista visivo il film si distingue per una sapiente alternanza di stili che vanno dalla grazia barocca al crudo realismo, spingendo al massimo le potenzialità espressive del linguaggio cinematografico con ardite profondità di campo, punti di vista e angolazioni di ripresa mai banali, e dialoghi e musiche in perfetta sintonia

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MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS

MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS

13 Ottobre 2023
Foto alternative movie poster Taxi driver (LaMotta) | Fred Lobo Lopez | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano

Soggettiva Gallery presenta da martedì 17 Ottobre 2023 la nuova mostra: MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS

dedicata agli alternative movie poster e alle opere d’arte ispirate al grande regista italo-americano e ai suoi film più famosi, autore di una delle uscite cinematografiche più attese dell’autunno: “Killers of the Flower Moon” di Martin Scorsese. 

Per celebrare una delle uscite cinematografiche più importanti dell’autunno, KILLERS OF THE FLOWER MOON di MARTIN SCORSESE, inaugura la nuova mostra.

Da martedì 17 ottobre 2023 

“MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS”

La mostra MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS, dal 17 ottobre, si rifà a Killers of the Flower Moon – l’ultima pellicola firmata da Martin Scorsese presentata fuori concorso al Festival di Cannes e in uscita nelle sale italiane il 19 ottobre – e omaggia la carriera più che cinquentennale di uno dei padri della New Hollywood e del cinema contemporaneo.

LE OPERE

Per l’occasione Soggettiva Gallery ha commissionato quattro opere originali, tre a firma di Fredlobo Lopez, illustratore e digital artist francese, e una di Stefania Gagliano, pittrice con già all’attivo altre collaborazioni con la galleria:  Fredlobo ha reinterpretato grandi classici come Toro scatenato, The Wolf of Wall Street –  esuberante ritratto di una certa società americana che ha recentemente compiuto 10 anni – e L’ultima tentazione di Cristo.

 Stefania Gagliano si è invece cimentata con L’età dell’innocenza – caposaldo della poetica del regista newyorchese a 30 anni dalla sua uscita nelle sale – dando vita a una stampa in edizione limitata in cui ogni esemplare è unico e diverso dall’altro.

PERDERSI (IN TAXI) PER LE STRADE DI NEW YORK

Se siete amanti di Taxi Driver non potete perdere l’inedite prospettiva attraverso la quale Tomasz Majewski ha reinterpretato il film: il profilo di De Niro, indimenticabile nella sua interpretazione di Travis Bickle, sembra essere diventato una cosa sola con la taxi service map di New York. 

È sempre la Grande Mela a fare da sfondo a Gangs of New York:  l’Alternative Movie Poster di Jessica Deahl offre una rappresentazione, a metà tra studio anatomico e cartina geografica, della New York di metà Ottocento, teatro di sanguinosi scontri tra bande criminali.

GANGSTER SI DIVENTA

Per il suo terzo lungometraggio, Scorsese adotta un approccio più sciolto nella narrazione. Con Mean Streets non siamo testimoni dell’epica ascesa e caduta di potenti criminali, bensì le vicende quotidiane di un gruppo di mafiosi di basso livello. In Mean Street possiamo ammirare in forma ancora incompiuta lo stile di quello che presto diventerà un Maestro.

UNO DEI SUOI FILM PIU’ CUPI

Shutter Island è uno dei film di Martin Scorsese più gotici, claustrofobici ed ermetici. Uno psycho-thriller implacabile, dove non passa un solo minuto senza quel senso di angoscia ricreato anche e soprattutto con delle immagini precise, nelle quali la luce accecante si alterna col buio pesto.

UN OVERDOSE DI IMMAGINI E SUONI

Casino segna una netta rottura con il passato cinematografico di Scorsese: l’iperrealismo della narrazione, la messa in scena violenta e grottesca, il montaggio sincopato e frenetico smettono di essere caratteristici di uno stile e diventano parte integrante di una storia, un modo di narrare gli eventi. Casino è come un’immersione in apnea, una gara folle e disperata senza momenti di pausa, un’overdose di immagini, parole, suoni.

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Foto alternative movie poster | The wolf of Wall Street (colour) | Fred Lobo Lopez | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster | L'età dell'innocenza (red) | Stefania Gagliano| Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster Taxi driver (head) | Tomasz Majewski | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster Gang of New York | Jessica Deahl | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Mean Streets di Martin Scorsese | Alessandro Pagani | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster SHUTTER ISLAND | Melvin Mago | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster | Casino Yvan Quinet | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster | The wolf of Wall Street (colour) | Fred Lobo Lopez | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano

Per celebrare una delle uscite cinematografiche più importanti dell’autunno, KILLERS OF THE FLOWER MOON di MARTIN SCORSESE, inaugura la nuova mostra.

Da martedì 17 ottobre 2023 

“MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS”

La mostra MARTIN SCORSESE. KILLERS & FLOWERS, dal 17 ottobre, si rifà a Killers of the Flower Moon – l’ultima pellicola firmata da Martin Scorsese presentata fuori concorso al Festival di Cannes e in uscita nelle sale italiane il 19 ottobre – e omaggia la carriera più che cinquentennale di uno dei padri della New Hollywood e del cinema contemporaneo.

Foto alternative movie poster | L'ultima tentazione di Cristo (colour) | Fred Lobo Lopez | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano

LE OPERE

Per l’occasione Soggettiva Gallery ha commissionato quattro opere originali, tre a firma di Fredlobo Lopez, illustratore e digital artist francese, e una di Stefania Gagliano, pittrice con già all’attivo altre collaborazioni con la galleria:  Fredlobo ha reinterpretato grandi classici come Toro scatenato, The Wolf of Wall Street –  esuberante ritratto di una certa società americana che ha recentemente compiuto 10 anni – e L’ultima tentazione di Cristo.

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 Stefania Gagliano si è invece cimentata con L’età dell’innocenza – caposaldo della poetica del regista newyorchese a 30 anni dalla sua uscita nelle sale – dando vita a una stampa in edizione limitata in cui ogni esemplare è unico e diverso dall’altro.

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PERDERSI (IN TAXI) PER LE STRADE DI NEW YORK

Se siete amanti di Taxi Driver non potete perdere l’inedite prospettiva attraverso la quale Tomasz Majewski ha reinterpretato il film: il profilo di De Niro, indimenticabile nella sua interpretazione di Travis Bickle, sembra essere diventato una cosa sola con la taxi service map di New York. 

Foto alternative movie poster Gang of New York | Jessica Deahl | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano

È sempre la Grande Mela a fare da sfondo a Gangs of New York:  l’Alternative Movie Poster di Jessica Deahl offre una rappresentazione, a metà tra studio anatomico e cartina geografica, della New York di metà Ottocento, teatro di sanguinosi scontri tra bande criminali.

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GANGSTER SI DIVENTA

Per il suo terzo lungometraggio, Scorsese adotta un approccio più sciolto nella narrazione. Con Mean Streets non siamo testimoni dell’epica ascesa e caduta di potenti criminali, bensì le vicende quotidiane di un gruppo di mafiosi di basso livello. In Mean Street possiamo ammirare in forma ancora incompiuta lo stile di quello che presto diventerà un Maestro.

Foto alternative movie poster SHUTTER ISLAND | Melvin Mago | Scorsese | Soggettiva Gallery Milano

UNO DEI SUOI FILM PIU’ CUPI

Shutter Island è uno dei film di Martin Scorsese più gotici, claustrofobici ed ermetici. Uno psycho-thriller implacabile, dove non passa un solo minuto senza quel senso di angoscia ricreato anche e soprattutto con delle immagini precise, nelle quali la luce accecante si alterna col buio pesto.

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UN OVERDOSE DI IMMAGINI E SUONI

Casino segna una netta rottura con il passato cinematografico di Scorsese: l’iperrealismo della narrazione, la messa in scena violenta e grottesca, il montaggio sincopato e frenetico smettono di essere caratteristici di uno stile e diventano parte integrante di una storia, un modo di narrare gli eventi. Casino è come un’immersione in apnea, una gara folle e disperata senza momenti di pausa, un’overdose di immagini, parole, suoni.

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I COEN E I 25 ANNI DE IL GRANDE LEBOWSKI

I COEN E I 25 ANNI DE IL GRANDE LEBOWSKI
24 Settembre 2023
Foto alternative movie poster del film Il grande Lebowski (portrait) | Dave O Flanagan | Coen | Soggettiva Gallery Milano

Soggettiva Gallery presenta, da martedì 3 Ottobre 2023 la nuova mostra: I COEN E I 25 ANNI DE IL GRANDE LEBOWSKI

La rassegna – ricognizione sul cinema dei due registi statunitensi, carico al tempo stesso di violenza e di poesia – esordirà poco prima dell’arrivo nei cinema Drive-Away Dolls, la loro ultima fatica cinematografica

Per celebrare una delle uscite cinematografiche più importanti dell’autunno, DRIVE-AWAY DOLLS di ETHAN COEN, inaugura la nuova mostra.

Da martedì 3 ottobre 2023 

“I COEN E I 25 ANNI DE IL GRANDE LEBOWSKI”

Una collezione imperdibile, pensata come una celebrazione: vengono festeggiati, da un lato, i 25 dalla nascita de Il grande Lebowski – film cult che li ha reso i Coen celebri, entrando di diritto nell’immaginario comune grazie anche all’indimenticabile interpretazione di Jeff Bridges nei panni di Drugo/Dude –, dall’altro la prossima uscita in sala di Drive-Away Dolls

LA MOSTRA

I Coen e i 25 anni de “Il Grande Lebowski” (Buon compleanno Drugo) è l’omaggio che dal 3 ottobre Soggettiva Gallery riserva ai film dei fratelli Coen in occasione dell’uscita in sala del loro nuovo road-movie al femminile Drive-Away Dolls, prevista per il 5 ottobre 2023

LE OPERE

Il cinema dei Coen, e in particolare il celeberrimo Il Grande Lebowski, è protagonista dei poster di Dave O’Flanagan e Malone, che offrono un punto di vista inedito su questo straordinario cult. Particolarmente originale la rivisitazione offerta da Casey Callender, ottenuta grazie alla commistione con l’immaginario del film E.T, diretto da Steven Spielberg. La collettiva include inoltre opere dedicate ad altre famose pellicole dei Coen, tra le quali Non è un paese per vecchi, Fargo, Il grinta, Barton Fink, Blood Simple.

BUON COMPLEANNO DRUGO

All’uscita sugli schermi statunitensi nel 1998, Il grande Lebowski non ottenne il riscontro atteso. Eppure, negli anni successivi, il film si è trasformato in un vero e proprio oggetto di cult e presto tornerà in sala in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna.
Quali sono i motivi dell’idolatria verso questo film? In primo luogo la disinvolta mescolanza di generi come il noir, il musical, il western, tra i quali s’impone il registro comico e ironico. Secondariamente, le allusioni e le citazioni cinematografiche. Ancora, l’aspetto onirico e surreale, che arricchisce la narrazione col ricorso al sogno e al grottesco.

TRA LE ALTRE COMMEDIE

Premiato nel 1991 da una giuria presieduta da Roman Polanski con la Palma d’Oro, il premio per la miglior interpretazione a John Turturro e quello per la regia a Joel Coen, Barton Fink è il titolo che fece fare il “grande balzo” ai fratelli del Minnesota e resta ancora oggi uno dei loro film più affascinanti e misteriosi.

A proposito di Davies è un concentrato di emozioni, filtrate dal talento autoriale e pregne del grottesco tipico del cinema dei Coen. Le risate, le bizzarre espressioni dei personaggi, le atmosfere ipnotiche e i movimenti di macchina originali lo rendono un tassello imprescindibile della cinematografia di Joel e Ethan Coen

KILLERS E INVESTIGATORI

Tra road movie e teatro dell’assurdo, ma anche acuta black comedy in grado di saper fondere sapientemente commedia e tragedia in un continuo gioco riflettente tra letteratura, teatro e vita, Fargo è un grande esempio di fiction, eppure, sul nero dello schermo, un’epigrafe ci avverte: «quella che vedrete è una storia vera. I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota”.

La storia di Blood Simple segue una trama di stampo noir, con un triangolo amoroso, omicidi, sangue e tensione: ma l’abilità dei fratelli Coen (Joel, accreditato come regista, ed Ethan, solo come produttore) sta proprio nel sovvertire le regole di un genere che ben conoscono e con il quale sono cresciuti, al fine di decostruirlo e ristrutturarlo in un modo totalmente diverso ed atipico.

NEW WESTERN

Con Non è un paese per vecchi i fratelli Coen tornano alle origini, alle loro atmosfere preferite, prendendo in esame le tante conseguenze che la pura casualità può portare con sé negli equilibri dei rapporti umani. Per la prima volta in carriera, il duo di Minneapolis scrive una sceneggiatura riadattando un romanzo di un autore noto, Cormac McCarthy.

II fratelli Coen, quando si avvicinano a un nuovo genere, lo prendono, lo rifanno a modo loro, lo reinterpretano, lo usano a piacimento piegandolo alla loro consueta poetica della caducità dell’essere umano, ma al tempo stesso ne rispettano fino in fondo le regole.: è quello che succede anche per Il grinta e per il genere western di cui il film fa parte

GANGSTERS

Se c’è una cosa che i Coen sanno fare questa è costruire trame mai scontata, dotate di intreccio complesso e a tratti geniale. Crocevia della morte non fa eccezione; pur possedendo una sostanziale linearità a livello narrativo (nessun flashback), ciò non impedisce ai Coen di mettere in atto colpi di scena e ribaltamenti di fronte imprevedibili.

UN “REGISTA A DUE TESTE”

Come i loro protagonisti anche i film dei fratelli Coen risultano molto difficili da dimenticare, riuscendo ad insinuarsi nei più profondi meandri della nosra stessa psicologia: un cinema in grado di esprimere impegnativa leggerezza sommata ad una ormai iconica originalità, al pari degli Alternative Movie Poster di cui cui si compone la nuova mostra “I Coen e i 25 anni de Il grande Lebowski”, in corso da martedì 3 ottobre presso Soggettiva Gallery.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO

SOGGETTIVA GALLERY

Via Pasquale Sottocorno 5/A, 20122 Milano

3357722437 – 3458463222

info@soggettivagallery.com 

www.soggettivagallery.com 

Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20.30                           Sabato e Domenica 10-13.30 e 16-19.30

Foto alternative movie poster del film Non è un paese per vecchi (pink) concepcion studios | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Il grande Lebowski (Michelangelo) | Callender | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Il grande Lebowski (Toilette) | Max Dalton | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Barton Fink | Amanda Hedstrom | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film A proposito di Davis | Sherif Adel | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Blood Simple | JEFFREY EVERETT | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Fargo (blood) | Saniose | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Fargo (Snow) | Nan Lawson | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Non è un paese per vecchi (color) | Van Orton | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Il Grinta (horse) | Jay Gordon | Coen | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Non è un paese per vecchi (pink) concepcion studios | Coen | Soggettiva Gallery Milano

Per celebrare una delle uscite cinematografiche più importanti dell’autunno, DRIVE-AWAY DOLLS di ETHAN COEN, inaugura la nuova mostra.

Da martedì 3 ottobre 2023 

“I COEN E I 25 ANNI DE IL GRANDE LEBOWSKI”

Una collezione imperdibile, pensata come una celebrazione: vengono festeggiati, da un lato, i 25 dalla nascita de Il grande Lebowski – film cult che li ha reso i Coen celebri, entrando di diritto nell’immaginario comune grazie anche all’indimenticabile interpretazione di Jeff Bridges nei panni di Drugo/Dude –, dall’altro la prossima uscita in sala di Drive-Away Dolls

Foto alternative movie poster del film Il grande Lebowski (Michelangelo) | Callender | Coen | Soggettiva Gallery Milano

LA MOSTRA

I Coen e i 25 anni de “Il Grande Lebowski” (Buon compleanno Drugo) è l’omaggio che dal 3 ottobre Soggettiva Gallery riserva ai film dei fratelli Coen in occasione dell’uscita in sala del loro nuovo road-movie al femminile Drive-Away Dolls, prevista per il 5 ottobre 2023

Foto alternative movie poster del film Il grande Lebowski (Toilette) | Max Dalton | Coen | Soggettiva Gallery Milano

LE OPERE

Il cinema dei Coen, e in particolare il celeberrimo Il Grande Lebowski, è protagonista dei poster di Dave O’Flanagan e Malone, che offrono un punto di vista inedito su questo straordinario cult.

Particolarmente originale la rivisitazione offerta da Casey Callender, ottenuta grazie alla commistione con l’immaginario del film E.T, diretto da Steven Spielberg. La collettiva include inoltre opere dedicate ad altre famose pellicole dei Coen, tra le quali Non è un paese per vecchi, Fargo, Il grinta, Barton Fink, Blood Simple.

Foto alternative movie poster del film Barton Fink | Amanda Hedstrom | Coen | Soggettiva Gallery Milano

BUON COMPLEANNO DRUGO

All’uscita sugli schermi statunitensi nel 1998, Il grande Lebowski non ottenne il riscontro atteso. Eppure, negli anni successivi, il film si è trasformato in un vero e proprio oggetto di cult e presto tornerà in sala in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna.

Quali sono i motivi dell’idolatria verso questo film? In primo luogo la disinvolta mescolanza di generi come il noir, il musical, il western, tra i quali s’impone il registro comico e ironico. Secondariamente, le allusioni e le citazioni cinematografiche. Ancora, l’aspetto onirico e surreale, che arricchisce la narrazione col ricorso al sogno e al grottesco.

Foto alternative movie poster del film A proposito di Davis | Sherif Adel | Coen | Soggettiva Gallery Milano

TRA LE ALTRE COMMEDIE

Premiato nel 1991 da una giuria presieduta da Roman Polanski con la Palma d’Oro, il premio per la miglior interpretazione a John Turturro e quello per la regia a Joel Coen, Barton Fink è il titolo che fece fare il “grande balzo” ai fratelli del Minnesota e resta ancora oggi uno dei loro film più affascinanti e misteriosi.

A proposito di Davies è un concentrato di emozioni, filtrate dal talento autoriale e pregne del grottesco tipico del cinema dei Coen. Le risate, le bizzarre espressioni dei personaggi, le atmosfere ipnotiche e i movimenti di macchina originali lo rendono un tassello imprescindibile della cinematografia di Joel e Ethan Coen

Foto alternative movie poster del film Blood Simple | JEFFREY EVERETT | Coen | Soggettiva Gallery Milano

KILLERS E INVESTIGATORI

Tra road movie e teatro dell’assurdo, ma anche acuta black comedy in grado di saper fondere sapientemente commedia e tragedia in un continuo gioco riflettente tra letteratura, teatro e vita, Fargo è un grande esempio di fiction, eppure, sul nero dello schermo, un’epigrafe ci avverte: «quella che vedrete è una storia vera. I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota”.

La storia di Blood Simple segue una trama di stampo noir, con un triangolo amoroso, omicidi, sangue e tensione: ma l’abilità dei fratelli Coen (Joel, accreditato come regista, ed Ethan, solo come produttore) sta proprio nel sovvertire le regole di un genere che ben conoscono e con il quale sono cresciuti, al fine di decostruirlo e ristrutturarlo in un modo totalmente diverso ed atipico.

Foto alternative movie poster del film Fargo (blood) | Saniose | Coen | Soggettiva Gallery Milano

NEW WESTERN

Con Non è un paese per vecchi i fratelli Coen tornano alle origini, alle loro atmosfere preferite, prendendo in esame le tante conseguenze che la pura casualità può portare con sé negli equilibri dei rapporti umani. Per la prima volta in carriera, il duo di Minneapolis scrive una sceneggiatura riadattando un romanzo di un autore noto, Cormac McCarthy.

II fratelli Coen, quando si avvicinano a un nuovo genere, lo prendono, lo rifanno a modo loro, lo reinterpretano, lo usano a piacimento piegandolo alla loro consueta poetica della caducità dell’essere umano, ma al tempo stesso ne rispettano fino in fondo le regole.: è quello che succede anche per Il grinta e per il genere western di cui il film fa parte

Foto alternative movie poster del film Fargo (Snow) | Nan Lawson | Coen | Soggettiva Gallery Milano

GANGSTERS

Se c’è una cosa che i Coen sanno fare questa è costruire trame mai scontata, dotate di intreccio complesso e a tratti geniale. Crocevia della morte non fa eccezione; pur possedendo una sostanziale linearità a livello narrativo (nessun flashback), ciò non impedisce ai Coen di mettere in atto colpi di scena e ribaltamenti di fronte imprevedibili.

Foto alternative movie poster del film Non è un paese per vecchi (color) | Van Orton | Coen | Soggettiva Gallery Milano

UN “REGISTA A DUE TESTE”

Come i loro protagonisti anche i film dei fratelli Coen risultano molto difficili da dimenticare, riuscendo ad insinuarsi nei più profondi meandri della nosra stessa psicologia: un cinema in grado di esprimere impegnativa leggerezza sommata ad una ormai iconica originalità, al pari degli Alternative Movie Poster di cui cui si compone la nuova mostra “I Coen e i 25 anni de Il grande Lebowski”, in corso da martedì 3 ottobre presso Soggettiva Gallery.

Foto alternative movie poster del film Il Grinta (horse) | Jay Gordon | Coen | Soggettiva Gallery Milano

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ANDERSON CITY PALETTE

ANDERSON CITY PALETTE

12 Settembre 2023
Photo alternative movie poster Grand Budapest Hotel (pink) regia di yes Andrson | Adam Juresko | Soggettiva Gallery

Soggettiva Gallery presenta, da mercoledì 20 Settembre 2023 la nuova mostra: ANDERSON CITY PALETTE

La rassegna, sugli studiati accostamenti cromatici tipici del regista, esordirà poco prima dell’arrivo nei cinema di Asteroid City, il nuovo film di Wes Anderson

Per celebrare una delle uscite cinematografiche più importanti dell’autunno, ASTEROID CITY di WES ANDERSON, affollato di star hollywoodiane e atteso spasmodicamente dai fan, inaugura la nuova mostra.

Da Mercoledì 20 SETTEMBRE 2023 

“ANDERSON CITY PALETTE”

Una collezione imperdibile, incentrata sugli studiati accostamenti cromatici che insieme alla simmetria visiva e a uno stile di narrazione unico nel suo genere hanno reso immortali film come I Tenenbaum o Grand Budapest Hotel.

LA MOSTRA

I poster in mostra – con uno speciale allestimento che omaggia le celebri scelte cromatiche del regista texano, in grado di amplificare in modo esponenziale le emozioni veicolate dai personaggi dei suoi film – si ispirano a film che hanno contribuito a definire lo stile inconfondibile che ancora oggi contraddistingue il cinema di Wes Anderson.

LE OPERE

Tra gli altri, Le avventure acquatiche di Steve Zissou e I Tenenbaum, i cui poster sono stati realizzati rispettivamente da Matthew Rabalais e Max Dalton. Non potevano mancare i suoi film di animazione, come L’isola dei cani, a cui Raphael Kelly si è ispirato componendo un poster che richiama le forme e i colori della bandiera del Giappone, paese in cui è ambientata la narrazione. 

Per l’occasione Soggettiva Gallery ha infine commissionato 4 opere: due rielaborazioni di Grand Budapest Hotel da parte di Adam Juresko e di Veronica Chessa (in forma di boul de neige) che firma anche una versione alternativa di The French Dispatch assieme a quella dell’illustratore veneto Giacomo Bettiol.

ANDERSON CITY

Gli infiniti dettagli e le mille attenzioni presenti nelle pellicole di Wes Anderson formano unitamente alla brillantezza dei colori e alla loro calibrazione un sistema unitario e coerente che denota il suo senso estetico ed artistico non comune. Le tre chiavi per comprendere Wes Anderson nelle sue lezioni di decorazione sono: una gestione impeccabile della palette di colori un dono innato per le proporzioni e le simmetrie e un’estetica dal tono nostalgico.

LA PALETTE DI COLORI

I colori quindi per Wes Anderson non rappresentano una componente aggiuntiva e quasi scontata del film, ma un elemento che ne determina l’ossatura e il risultato finale che altrimenti non sarebbe così convincente e coinvolgente.

Se c’è qualcosa che identifica questo regista, è l’uso dei colori e la capacità di abbinarli. Chi vede i suoi film sa che predilige i toni pastello. Ciò che provoca attraverso l’uso dei colori è pura sinestesia, quella reazione dei nostri sensi attraverso la quale evochiamo emozioni senza aver bisogno delle parole.

L’EMOZIONE CROMATICA

I colori e le loro combinazioni svolgono, a livello inconscio, un ruolo fondamentale nella visione di un film e quindi sul coinvolgimento del pubblico.

Il regista Wes Anderson utilizza la sua tecnica estetica dell’uso del colore, le inquadrature e le simmetrie non al solo fine estetico, ma cercando nella forma la vera sostanza, con lo scopo di sottolineare gli aspetti interiori dei personaggi, in funzione della psicologia facendo in modo che le caratteristiche dei protagonisti si riflettano nell’estetica che li rappresenta.

LA COMPOSIZIONE

Le tonalità di colori presenti in ogni scena si armonizzano come in un dipinto e a ogni momento ripreso viene abbinata una palette cromatica. Ciò che colpisce del regista è proprio la volontà di trasformare il cinema in una composizione. Un dipinto di un pittore con colori complementari e allo stesso tempo sfumati. Il lavoro sui colori, sulla simmetria e sulle inquadrature risultano protagonisti quanto la storia del film. Le scelte cromatiche diventano un modo per far relazionare i personaggi allo spazio che li circonda e un modo per enfatizzare le sensazioni e le emozioni degli stessi. (Giulia Notari)

QUESTIONE DI DETTAGLI

Un’altra caratteristica che rappresenta il regista è la geometria. Riesce a creare delle ambientazioni ordinate e perfette che hanno un senso all’interno della storia. I suoi set sono come delle piccole cartoline piene di dettagli. Ogni tavolo, ogni libreria, ogni parete è un mondo a sé.

NOSTALGIA RETRO’

La nostalgia per il passato è il terzo elemento presente nell’estetica di Wes Anderson. Tutto ha un’atmosfera retrò, anche se, qua e là, sono presenti degli elementi moderni. Cerca dei pezzi classici, oggetti d’antiquariato che evocano i viaggi, ognuno con un preciso significato. Non importa quanto carica possa sembrare la decorazione, non ci sarà mai un oggetto che non abbia un significato.

LE INQUADRATURE DI WES

Alla base di ogni suo film vi è un elenco rigido di regole: le inquadrature sono sempre frontali, fisse da far notare una forte maniacalità della composizione dello scenario filmico. Si trova inoltre la simmetria bilaterale, presente in ogni scena, nulla di fronte alla telecamera è fuori posto, il punto di fuga è sempre al centro per creare una prospettiva centrale, utilizza inoltre lo scorrimento laterale e la panoramica dall’alto. Queste tecniche e soprattutto l’uso del colore creano una narrazione artefatta e una sensazione di surreale. Anderson ci fa vedere il mondo reale ma soprattutto quello interiore dei personaggi, enfatizzando gli umori e emozioni degli stessi.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO

SOGGETTIVA GALLERY

Via Pasquale Sottocorno 5/A, 20122 Milano

3357722437 – 3458463222

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Orari di apertura:

Da martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 13.30 / Dalle 16.00 alle 19.30/20.00

Foto alternative movie poster del film Moonrise Kingdom (map) | Kemi Mai | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Fantastic Mr. Fox (motorbike) | maryanna holloman | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano
Photo alternative movie poster The French Dispatch (plateau) regia di Wes Andrson | Giacomo Bettiol | Soggettiva Gallery
Foto alternative movie poster del film Il treno per il Darjeeling | sam gilbey | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano
Opera unica (painted/framed) The French Dispatch regia di yes Andrson | Veronica Chessa | Soggettiva Gallery
Foto alternative movie poster del film I Tenenbaum (elements) | Max Dalton | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Le avventure acquatiche di Steve Zissou (Bill)| Wes Anderson | Matthew Rabalais | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film L'isola dei cani (Red)| Wes Anderson | Raphael Kelly | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Le avventure acquatiche di Steve Zissou (Blu)| Wes Anderson | Josh Seth Blake | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film I Tenenbaum (Baumer) | Jeff Boyes | Evanimal | Soggettiva Gallery Milano
Photo alternative movie poster Grand Budapest Hotel (boule de niege) regia di yes Andrson | Veronica Chessa | Soggettiva Gallery

Per celebrare una delle uscite cinematografiche più importanti dell’autunno, ASTEROID CITY di WES ANDERSON, affollato di star hollywoodiane e atteso spasmodicamente dai fan, inaugura la nuova mostra.

Photo alternative movie poster The French Dispatch (plateau) regia di Wes Andrson | Giacomo Bettiol | Soggettiva Gallery

Da Mercoledì 20 SETTEMBRE 2023 

“ANDERSON CITY PALETTE”

Una collezione imperdibile, incentrata sugli studiati accostamenti cromatici che insieme alla simmetria visiva e a uno stile di narrazione unico nel suo genere hanno reso immortali film come I Tenenbaum o Grand Budapest Hotel.

Foto alternative movie poster del film Moonrise Kingdom (map) | Kemi Mai | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano
LA MOSTRA

I poster in mostra – con uno speciale allestimento che omaggia le celebri scelte cromatiche del regista texano, in grado di amplificare in modo esponenziale le emozioni veicolate dai personaggi dei suoi film – si ispirano a film che hanno contribuito a definire lo stile inconfondibile che ancora oggi contraddistingue il cinema di Wes Anderson.

Foto alternative movie poster del film Il treno per il Darjeeling | sam gilbey | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano

LE OPERE

Tra gli altri, Le avventure acquatiche di Steve Zissou e I Tenenbaum, i cui poster sono stati realizzati rispettivamente da Matthew Rabalais e Max Dalton. Non potevano mancare i suoi film di animazione, come L’isola dei cani, a cui Raphael Kelly si è ispirato componendo un poster che richiama le forme e i colori della bandiera del Giappone, paese in cui è ambientata la narrazione. 

Per l’occasione Soggettiva Gallery ha infine commissionato 4 opere: due rielaborazioni di Grand Budapest Hotel da parte di Adam Juresko e di Veronica Chessa (in forma di boul de neige) che firma anche una versione alternativa di The French Dispatch assieme a quella dell’illustratore veneto Giacomo Bettiol.

Foto alternative movie poster del film Fantastic Mr. Fox (motorbike) | maryanna holloman | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano

ANDERSON CITY

Gli infiniti dettagli e le mille attenzioni presenti nelle pellicole di Wes Anderson formano unitamente alla brillantezza dei colori e alla loro calibrazione un sistema unitario e coerente che denota il suo senso estetico ed artistico non comune. Le tre chiavi per comprendere Wes Anderson nelle sue lezioni di decorazione sono: una gestione impeccabile della palette di colori un dono innato per le proporzioni e le simmetrie e un’estetica dal tono nostalgico.

Foto alternative movie poster del film Le avventure acquatiche di Steve Zissou (Bill)| Wes Anderson | Matthew Rabalais | Soggettiva Gallery Milano

LA PALETTE DI COLORI

I colori quindi per Wes Anderson non rappresentano una componente aggiuntiva e quasi scontata del film, ma un elemento che ne determina l’ossatura e il risultato finale che altrimenti non sarebbe così convincente e coinvolgente.

Se c’è qualcosa che identifica questo regista, è l’uso dei colori e la capacità di abbinarli. Chi vede i suoi film sa che predilige i toni pastello. Ciò che provoca attraverso l’uso dei colori è pura sinestesia, quella reazione dei nostri sensi attraverso la quale evochiamo emozioni senza aver bisogno delle parole.

Alternative movie poster I Tenenbaum (Margot Tattoo) | Wes Anderson | Sandi Calistro | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film I Tenenbaum (Baumer) | Jeff Boyes | Evanimal | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film I Tenenbaum (elements) | Max Dalton | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano

L’EMOZIONE CROMATICA

I colori e le loro combinazioni svolgono, a livello inconscio, un ruolo fondamentale nella visione di un film e quindi sul coinvolgimento del pubblico.

Il regista Wes Anderson utilizza la sua tecnica estetica dell’uso del colore, le inquadrature e le simmetrie non al solo fine estetico, ma cercando nella forma la vera sostanza, con lo scopo di sottolineare gli aspetti interiori dei personaggi, in funzione della psicologia facendo in modo che le caratteristiche dei protagonisti si riflettano nell’estetica che li rappresenta.

Foto alternative movie poster del film Le avventure acquatiche di Steve Zissou (Blu)| Wes Anderson | Josh Seth Blake | Soggettiva Gallery Milano
LA COMPOSIZIONE

Le tonalità di colori presenti in ogni scena si armonizzano come in un dipinto e a ogni momento ripreso viene abbinata una palette cromatica. Ciò che colpisce del regista è proprio la volontà di trasformare il cinema in una composizione. Un dipinto di un pittore con colori complementari e allo stesso tempo sfumati. Il lavoro sui colori, sulla simmetria e sulle inquadrature risultano protagonisti quanto la storia del film. Le scelte cromatiche diventano un modo per far relazionare i personaggi allo spazio che li circonda e un modo per enfatizzare le sensazioni e le emozioni degli stessi. (Giulia Notari)

Foto alternative movie poster del film L'isola dei cani (Red)| Wes Anderson | Raphael Kelly | Soggettiva Gallery Milano

QUESTIONE DI DETTAGLI

Un’altra caratteristica che rappresenta il regista è la geometria. Riesce a creare delle ambientazioni ordinate e perfette che hanno un senso all’interno della storia. I suoi set sono come delle piccole cartoline piene di dettagli. Ogni tavolo, ogni libreria, ogni parete è un mondo a sé.

Foto alternative movie poster del film Rushmore (Bill)| Wes Anderson | Matthew Rabalais | Soggettiva Gallery Milano

NOSTALGIA RETRO’

Un’altra caratteristica che rappresenta il regista è la geometria. Riesce a creare delle ambientazioni ordinate e perfette che hanno un senso all’interno della storia. I suoi set sono come delle piccole cartoline piene di dettagli. Ogni tavolo, ogni libreria, ogni parete è un mondo a sé.

Foto alternative movie poster del film Moonrise Kingdom (boat) | Tim Doyle | Wes Anderson | Soggettiva Gallery Milano

LE INQUADRATURE DI WES

Alla base di ogni suo film vi è un elenco rigido di regole: le inquadrature sono sempre frontali, fisse da far notare una forte maniacalità della composizione dello scenario filmico. Si trova inoltre la simmetria bilaterale, presente in ogni scena, nulla di fronte alla telecamera è fuori posto, il punto di fuga è sempre al centro per creare una prospettiva centrale, utilizza inoltre lo scorrimento laterale e la panoramica dall’alto. Queste tecniche e soprattutto l’uso del colore creano una narrazione artefatta e una sensazione di surreale. Anderson ci fa vedere il mondo reale ma soprattutto quello interiore dei personaggi, enfatizzando gli umori e emozioni degli stessi.

Alternative movie poster I Tenenbaum (Margot Polish) | Wes Anderson | Patrycja Podkościelny Soggettiva Gallery Milano

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Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 13.30 / Dalle 16.00 alle 19.30/20.00

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STEPHEN KING. THE BEST OF

STEPHEN KING. THE BEST OF
30 Agosto 2023
Foto alternative movie poster del film Shining regia di Stanley Kubrick | Adam Juresko Soggettiva Gallery Milano

Soggettiva Gallery presenta, da martedì 5 Settembre 2023 la nuova mostra: STEPHEN KING. THE BEST OF

Una esposizione che, tributando un omaggio all’autore americano, raccoglierà le opere realizzate da artisti internazionali ispirate ai film tratti dai suoi più celebri romanzi.

 

La pubblicazione a livello internazionale dell’ultimo attesissimo romanzo di Stephen King, “Holly” (Sperling & Kupfer), diventa lo spunto per una nuova mostra dedicata al grande scrittore americano.

Da Martedì 5 SETTEMBRE 2023 

“STEPHEN KING. THE BEST OF”

Impossibile citare tutti i film che sono stati tratti dai libri di uno dei più importanti e prolifici autori americani. Abbiamo fatto una selezione…ovviamente non esaustiva.

STAND BY ME – RICORDO DI UNA ESTATE

“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni.” Stand by me di Rob Reiner è un viaggio a ritroso verso quell’età, la memoria di una lunga, avventurosa camminata di 4 dodicenni per due giorni di fine estate del 1959. Da un romanzo del re dell’orrore, Stephen King, un film capace di riportare il difficile addio all’adolescenza. Un miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. Sarebbe piaciuto a Truffaut.

Una delle scene memorabili è il magico incontro all’alba tra Gordie e il cerbiatto, momento poeticamente incantevole che il ragazzo conserverà segreto nel suo cuore. Non lo racconterà agli amici perché: “Le cose più importanti sono le più difficili da dire“. E questa è l’interpretazione di quell’attimo realizzata da Housebear Design, un piccolo studio nel nord-ovest dell’Arkansas, gestito da Justin Froning che ha fatto della narrazione la sua passione e il raccontare storie attraverso mezzi visivi (qualunque essi siano) il suo lavoro.

IL MIGLIO VERDE

“Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente. Lo capisci questo?”  John Coffey “Il Gigante Buono” ne Il Miglio Verde

Il film è tratto da uno dei più celeberrimi romanzi di Stephen King, The Green Mile. King pubblicò la storia nel 1997 in 6 puntate, ricordando lo stile di Charles Dickens. Il regista Frank Darabont dovette quindi riunire tutto in un singolo copione e questa non fu un’impresa facile. Infatti lo stesso Stephen King sostenne di non invidiare Darabont perchè riunire tutto in un unico solo copione non era alquanto facile.

Il topo soprannominato Mr. Jingles non era un animale qualsiasi. Infatti fu selezionato fra più di 30 topi addestrati! Il piccolo topo è ormai una figura molto famosa nell’immaginario cinematografico, tanto che ha diverse pagine su Facebook a lui dedicate!

Dominique Byron, che ha realizzato quest’opera, è una illustratrice e grafica di Manchester. Esperta e appassionata di Cinema, adora utilizzare colori audaci e forme geometriche con una particolare predilezione nei confronti dell’architettura.

CHRISTINE – LA MACCHINA INFERNALE

Stephen King aveva annunciato la produzione di quello che sarà il remake di Christine: la macchina infernale, pellicola cult del 1983 adattata dal suo omonimo romanzo dal regista John Carpenter. La vicenda ruota attorno a un timido adolescente che inizia a sistemare una Plymouth Fury del ’58, scoprendo che l’attività lo aiuta a farlo uscire dal suo guscio. Le cose si faranno però molte pericolose quando scoprirà che l’auto ha una propria mente malvagia. Una delle storie più famose e iconiche degli anni ’80 di King, che ha segnato e raccontato un’epoca. 

La realizzazione di questo lavoro è di Mike Lucido, artista, fotografo, operatore video, grafico e illustratore del Nevada. Non poteva non divertirsi a reinterpretare questo Stra-Cult.

IT

Pennywise è senza dubbio il pagliaccio horror più POP di sempre! La terribile sequenza in cui il piccolo Georgie, all’inseguimento della sua barchetta di carta, sta per infilare la mano nel tombino in cui si cela vorace il clown danzante è una delle scene più note e rimaste impresse nella memoria di chi ha letto il romanzo, di chi ha visto la miniserie TV del 1990 con Tim Curry e di chi ha gustato l’ultima e più esplicita versione arrivata al cinema. 

L’omonimo romanzo di King, fu pubblicato per la prima volta nel 1986, diventando immediatamente un classico della letteratura. A tutt’oggi è considerato uno dei migliori e più autorevoli lavori dell’incontrastato maestro dell’horror. Un romanzo che da decenni terrorizza generazioni di lettori. 

Casey Callender è l’illustratore Texano (famoso per le sue collaborazioni per il cinema con Blizzard Entertainment, Marvel Entertainment e Warner Bros) che ha materializzato con la sua opera quella indimenticabile immagine.

KINGVERSE

Come molti sanno, ci sono molte connessioni che collegano le opere di King andando a formare un vero e proprio Kingverse. Misery è il primo lungometraggio prodotto dalla casa di produzione di Reiner, la Castle Rock. Castle Rock è il paesino in cui è ambientato Stand by me e altri racconti di King. Paul Sheldon era amico di infanzia di Eddie Kaspbrak che si era trasferito a Boston dopo gli eventi di It. Misery è ambientato nella cittadina immaginaria di Sidewinder, vicino all’ Overlook Hotel, l’ambientazione di Shining. Dick Halloran, il cuoco dell’Overlook Hotel, aveva prestato servizio nell’esercito insieme al padre di Mike Hanlon, un altro membro del club dei perdenti di It. In Misery, Annie porta una macchina da scrivere modello Royal 10. Stephen King ne aveva una identica, e proprio come nel film, entrambe avevano il tasto “N” difettoso. Nel romanzo anche le lettere “T” ed “E” erano malfunzionanti. Entrambe sono le due lettere più comuni nella lingua inglese, questo rendeva il lavoro di Paul molto più arduo. In più, il battere compulsivo sulla tastiera, che rimanda un po’ al Jack Torrance di Shining offre allo spettatore un elemento di frustrazione in più e lo aiuta a calare nello stato d’animo del protagonista.

MISERY NON DEVE MORIRE

Originariamente, nel romanzo di King, Annie recide uno dei piedi di Paul Sheldon con un’ascia: Goldman ha adorato la scena e ha lottato perché fosse inclusa anche nel film, ma il regista Reiner ha insistito affinché fosse cambiata, utilizzando un martello, in modo che lei gli rompesse solo le caviglie, “per non rendere tutto troppo cruento”. Però Goldman successivamente ha scritto che questa era stata la decisione giusta, poiché la rappresentazione visiva di un’amputazione avrebbe indotto il pubblico a odiare Annie invece che prenderla in simpatia per la sua follia.

Ovviamente Misery non poteva non entrare tra i soggetti immaginati e illustrati dai Van Orton , in quello che è un vero e proprio tributo all’immaginario ludico e cinematografico degli ultimi decenni.
Un’arte influenzata dalla cultura pop statunitense quella dei gemelli  Van Orton che hanno esordito reinterpretando le icone dei film cult degli anni ’80.

Anche per Jack Gregory la chiave della sua carriera come grafico, illustratore e fumettista sono i film e la televisione che lo hanno portato a realizzare bellissimi alternative movie poster. 

SHINING

La famosa scena in cui Jack Torrance impazzisce si esplica nel momento durante il quale sfonda la porta del bagno con un’ascia e si affaccia pronunciando la fatidica frase “…sono il lupo cattivo!” – nell’originale “Here’s Johnny!“. Il riferimento è il Tonight Show (uno show televisivo americano che dura fino ad oggi) condotto da Johnny Carson, storico conduttore e showman americano che ha seguito lo show fino al 1992. La frase pronunciata dal protagonista, diventa virale in seguito ed interpretata magistralmente dal buon Jack Nicholson, richiama proprio il tormentone con cui Carson veniva presentato ed introdotto ad ogni puntata. Jack, del resto, è diminutivo di  Jonathan, e da qui nasce l’idea e pure l’ironia utilizzata da Max Dalton (illustratore, pittore e musicista e scrittore occasionale) nel immortalare la scena con la sua opera.

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Via Pasquale Sottocorno 5/A, 20122 Milano

3357722437 – 3458463222

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Orari di apertura:

Da martedì a sabato, dalle 10.00 alle 13.30 / Dalle 16.00 alle 19.30

Foto alternative movie poster Stand by me (Train) | Housebear| Stephen King | Rob Reiner | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Shining (Door) | Max Dalton | Stanley Kubrick | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster IT (boat) Casey Callender | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster Christine (red) | Mike Lucido | John Carpenter |b Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster Misery non deve morire (Hammer) | Jack Gregory | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
Foto di "Shining Christmas", alternative movie poster di Shining regia di Stanley Kubrick | Veronica Chessa | Soggettiva Gallery
Foto alternative movie poster Misery non deve morire (Portrait) | Barred Chapman | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster de Il miglio verde (The green mile) | Stephen King
Foto alternative movie poster Stand by me (Profile) | Derek Eads | Stephen King | Rob Reiner | Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster del film Shining (Blood Variant) regia di Stanley Kubrick | Adam Juresko Soggettiva Gallery Milano
Foto alternative movie poster Stand by me (Train) | Housebear| Stephen King | Rob Reiner | Soggettiva Gallery Milano

La pubblicazione a livello internazionale dell’ultimo attesissimo romanzo di Stephen King, “Holly” (Sperling & Kupfer), diventa lo spunto per una nuova mostra dedicata al grande scrittore americano.

Foto alternative movie poster Stand by me (Profile) | Derek Eads | Stephen King | Rob Reiner | Soggettiva Gallery Milano

Da Martedì 5 SETTEMBRE 2023 

“STEPHEN KING. THE BEST OF”

Impossibile citare tutti i film che sono stati tratti dai libri di uno dei più importanti e prolifici autori americani. Abbiamo fatto una selezione…ovviamente non esaustiva.

Foto alternative movie poster Il miglio verde (Cubista) | Dominique Byron (The green mile) | Soggettiva Gallery Milano
STAND BY ME – RICORDO DI UNA ESTATE

“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni.” Stand by me di Rob Reiner è un viaggio a ritroso verso quell’età, la memoria di una lunga, avventurosa camminata di 4 dodicenni per due giorni di fine estate del 1959. Da un romanzo del re dell’orrore, Stephen King, un film capace di riportare il difficile addio all’adolescenza. Un miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. Sarebbe piaciuto a Truffaut.

Una delle scene memorabili è il magico incontro all’alba tra Gordie e il cerbiatto, momento poeticamente incantevole che il ragazzo conserverà segreto nel suo cuore. Non lo racconterà agli amici perché: “Le cose più importanti sono le più difficili da dire“. E questa è l’interpretazione di quell’attimo realizzata da Housebear Design, un piccolo studio nel nord-ovest dell’Arkansas, gestito da Justin Froning che ha fatto della narrazione la sua passione e il raccontare storie attraverso mezzi visivi (qualunque essi siano) il suo lavoro.

Foto alternative movie poster de Il miglio verde (The green mile) | Stephen King
IL MIGLIO VERDE

“Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente. Lo capisci questo?”  John Coffey “Il Gigante Buono” ne Il Miglio Verde

Il film è tratto da uno dei più celeberrimi romanzi di Stephen King, The Green Mile. King pubblicò la storia nel 1997 in 6 puntate, ricordando lo stile di Charles Dickens. Il regista Frank Darabont dovette quindi riunire tutto in un singolo copione e questa non fu un’impresa facile. Infatti lo stesso Stephen King sostenne di non invidiare Darabont perchè riunire tutto in un unico solo copione non era alquanto facile.

Il topo soprannominato Mr. Jingles non era un animale qualsiasi. Infatti fu selezionato fra più di 30 topi addestrati! Il piccolo topo è ormai una figura molto famosa nell’immaginario cinematografico, tanto che ha diverse pagine su Facebook a lui dedicate!

Dominique Byron, che ha realizzato quest’opera, è una illustratrice e grafica di Manchester. Esperta e appassionata di Cinema, adora utilizzare colori audaci e forme geometriche con una particolare predilezione nei confronti dell’architettura.

Foto alternative movie poster Christine (red) | Mike Lucido | John Carpenter |b Soggettiva Gallery Milano
CHRISTINE – LA MACCHINA INFERNALE

Stephen King aveva annunciato la produzione di quello che sarà il remake di Christine: la macchina infernale, pellicola cult del 1983 adattata dal suo omonimo romanzo dal regista John Carpenter. La vicenda ruota attorno a un timido adolescente che inizia a sistemare una Plymouth Fury del ’58, scoprendo che l’attività lo aiuta a farlo uscire dal suo guscio. Le cose si faranno però molte pericolose quando scoprirà che l’auto ha una propria mente malvagia. Una delle storie più famose e iconiche degli anni ’80 di King, che ha segnato e raccontato un’epoca. 

La realizzazione di questo lavoro è di Mike Lucido, artista, fotografo, operatore video, grafico e illustratore del Nevada. Non poteva non divertirsi a reinterpretare questo Stra-Cult.

Foto alternative movie poster IT (boat) Casey Callender | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
IT

Pennywise è senza dubbio il pagliaccio horror più POP di sempre! La terribile sequenza in cui il piccolo Georgie, all’inseguimento della sua barchetta di carta, sta per infilare la mano nel tombino in cui si cela vorace il clown danzante è una delle scene più note e rimaste impresse nella memoria di chi ha letto il romanzo, di chi ha visto la miniserie TV del 1990 con Tim Curry e di chi ha gustato l’ultima e più esplicita versione arrivata al cinema.

L’omonimo romanzo di King, fu pubblicato per la prima volta nel 1986, diventando immediatamente un classico della letteratura. A tutt’oggi è considerato uno dei migliori e più autorevoli lavori dell’incontrastato maestro dell’horror. Un romanzo che da decenni terrorizza generazioni di lettori.

Casey Callender è l’illustratore Texano (famoso per le sue collaborazioni per il cinema con Blizzard Entertainment, Marvel Entertainment e Warner Bros) che ha materializzato con la sua opera quella indimenticabile immagine.

Foto alternative movie poster Misery non deve morire (Portrait) | Barred Chapman | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
Foto di "Shining Christmas", alternative movie poster di Shining regia di Stanley Kubrick | Veronica Chessa | Soggettiva Gallery
KINGVERSE
Come molti sanno, ci sono molte connessioni che collegano le opere di King andando a formare un vero e proprio Kingverse. Misery è il primo lungometraggio prodotto dalla casa di produzione di Reiner, la Castle Rock. Castle Rock è il paesino in cui è ambientato Stand by me e altri racconti di King. Paul Sheldon era amico di infanzia di Eddie Kaspbrak che si era trasferito a Boston dopo gli eventi di It. Misery è ambientato nella cittadina immaginaria di Sidewinder, vicino all’ Overlook Hotel, l’ambientazione di Shining. Dick Halloran, il cuoco dell’Overlook Hotel, aveva prestato servizio nell’esercito insieme al padre di Mike Hanlon, un altro membro del club dei perdenti di It. In Misery, Annie porta una macchina da scrivere modello Royal 10. Stephen King ne aveva una identica, e proprio come nel film, entrambe avevano il tasto “N” difettoso. Nel romanzo anche le lettere “T” ed “E” erano malfunzionanti. Entrambe sono le due lettere più comuni nella lingua inglese, questo rendeva il lavoro di Paul molto più arduo. In più, il battere compulsivo sulla tastiera, che rimanda un po’ al Jack Torrance di Shining offre allo spettatore un elemento di frustrazione in più e lo aiuta a calare nello stato d’animo del protagonista.
Foto alternative movie poster Misery non deve morire (Hammer) | Jack Gregory | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
MISERY NON DEVE MORIRE

Originariamente, nel romanzo di King, Annie recide uno dei piedi di Paul Sheldon con un’ascia: Goldman ha adorato la scena e ha lottato perché fosse inclusa anche nel film, ma il regista Reiner ha insistito affinché fosse cambiata, utilizzando un martello, in modo che lei gli rompesse solo le caviglie, “per non rendere tutto troppo cruento”. Però Goldman successivamente ha scritto che questa era stata la decisione giusta, poiché la rappresentazione visiva di un’amputazione avrebbe indotto il pubblico a odiare Annie invece che prenderla in simpatia per la sua follia.

Ovviamente Misery non poteva non entrare tra i soggetti immaginati e illustrati dai Van Orton , in quello che è un vero e proprio tributo all’immaginario ludico e cinematografico degli ultimi decenni.
Un’arte influenzata dalla cultura pop statunitense quella dei gemelli  Van Orton che hanno esordito reinterpretando le icone dei film cult degli anni ’80.

Anche per Jack Gregory la chiave della sua carriera come grafico, illustratore e fumettista sono i film e la televisione che lo hanno portato a realizzare bellissimi alternative movie poster. 

Foto alternative movie poster Misery non deve morire (Bed) | Van Orton | Stephen King | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Shining (Door) | Max Dalton | Stanley Kubrick | Soggettiva Gallery Milano
SHINING

La famosa scena in cui Jack Torrance impazzisce si esplica nel momento durante il quale sfonda la porta del bagno con un’ascia e si affaccia pronunciando la fatidica frase “…sono il lupo cattivo!” – nell’originale “Here’s Johnny!“. Il riferimento è il Tonight Show (uno show televisivo americano che dura fino ad oggi) condotto da Johnny Carson, storico conduttore e showman americano che ha seguito lo show fino al 1992. La frase pronunciata dal protagonista, diventa virale in seguito ed interpretata magistralmente dal buon Jack Nicholson, richiama proprio il tormentone con cui Carson veniva presentato ed introdotto ad ogni puntata. Jack, del resto, è diminutivo di  Jonathan, e da qui nasce l’idea e pure l’ironia utilizzata da Max Dalton (illustratore, pittore e musicista e scrittore occasionale) nel immortalare la scena con la sua opera.

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Foto alternative movie poster del film Shining (Blood Variant) regia di Stanley Kubrick | Adam Juresko Soggettiva Gallery Milano

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MANIFESTAZIONI POLACCHE DI CINEMA

MANIFESTAZIONI POLACCHE DI CINEMA
26 Luglio 2023
Alternative movie poster Marlene Dietrich and Marilyn Monroe (Polish) | Waldemar Swierzy | Soggettiva Gallery Milano

Soggettiva Gallery presenta, da martedì 29 Agosto 2023 la nuova mostra: MANIFESTAZIONI POLACCHE DI CINEMA

dedicata al lavoro della nota Scuola d’illustrazione polacca sul mondo del manifesto cinematografico

UN MODO DIVERSO DI “IMMAGINARE” IL CINEMA

Da Martedì 29 AGOSTO 2023 la nuova mostra 

“MANIFESTAZIONI POLACCHE DI CINEMA”

La riapertura di Soggettiva Gallery dopo la chiusura estiva, coinciderà con l’inaugurazione della mostra Manifestazioni Polacche di Cinema, ricognizione sullo straordinario sviluppo che l’arte grafica in forma di manifesto subì in Polonia a partire dal secondo dopoguerra, in particolare rivolto alla rivisitazione dell’universo cinematografico in una chiave del tutto nuova e originale rispetto agli standard occidentali.

LA GRANDE SCUOLA POLACCA

Tra le opere che caratterizzeranno Manifestazioni Polacche di Cinema, dal 29 agosto, ci sono due classici del cinema hollywoodiano come Casablanca di Micheal Curtiz, teatro di una delle storie d’amore più famose del cinema, quella tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, e Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, secondo film del regista californiano che, a 27 anni, lo impose tra gli autori più in vista della cinematografia americana, ruolo che tutt’ora occupa. Entrambi i relativi poster sono a firma di Andrzej Krajewski, tra i maggiori esponenti della Scuola di illustrazione per il cinema che si formò in Polonia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: il fatto che il regime comunista censurasse molta della produzione culturale occidentale permise ad una generazione di artisti polacchi di sviluppare uno stile del tutto originale e avulso dagli standard comunicativi ormai affermatisi in occidente, concependo il poster cinematografico non come veicolo commerciale del film ma come opera d’arte a sé stante. Un colosso del cinema polacco come Krzysztof Kieślowski sarà invece rappresentato da tre poster ispirati alla Trilogia dei colori, tra cui Film rosso, realizzati dall’artista originario di Hong kong Victo Ngai.

DAL PASSATO AL PRESENTE

“Stalin e i sovietici non lo sapevano ma, quando dopo la Seconda guerra mondiale si impossessarono della Polonia, contribuirono, loro malgrado, alla nascita della cosiddetta Scuola polacca dei manifesti, che riuscì a trasformare le imposizioni e le gabbie alla libertà di espressione in uno stimolo per straordinarie sperimentazioni nell’ambito dell’illustrazione e della grafica, prendendosi anche la libertà di sbeffeggiare il regime in maniera sottile, attraverso metafore e simboli.
Le artiste e gli artisti di poster ne approfittarono per mandare a briglia sciolta la fantasia e per esplorare nuove strade, tra l’altro senza dover sottostare alle pressioni commerciali.
Da questa situazione fiorì un vero e proprio movimento artistico per il quale venne coniata la fortunata espressione “Scuola polacca dei manifesti”.
In un paese affamato di cultura, si potevano trovare ovunque poster che reclamizzavano spettacoli teatrali o film. Per giunta, non potendo rifarsi alle locandine originali, pittori e illustratori se ne inventavano di completamente nuove, spesso assai più interessanti e affascinanti di quelle presenti sulle nostre strade e davanti ai nostri cinema.” Frizzifrizzi. Simone Sbarbati

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Alternative movie poster Il grande Lebowski (Polish) | Joel Coen | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Casablanca (Polish) | Michael Curtiz | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Boogie Nights (Polish) | Paul Thomas Anderson | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Shame (Polish) | Steve McQueen | Marcelina Amelia | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il favoloso mondo di Amelie (Polish) | Jean-Pierre Jeunet | Leszek Żebrowski | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il cigno nero (Polish) | Darren Aronofsky | Marcelina Amelia | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il Decalogo 6 (Polish) | Krzysztof Kieślowski | Eva Bajek | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Cuore Selvaggio (Polish) | David Lynch | Jacek Staniszewski | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Chinatown (Polish) | Roman Polanski | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Duel (Polish) | Steven Spielberg | KRYSZTOF NOVAK | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il grande Lebowski (Polish) | Joel Coen | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il cigno nero (Polish) | Darren Aronofsky | Marcelina Amelia | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il Decalogo 6 (Polish) | Krzysztof Kieślowski | Eva Bajek | Soggettiva Gallery Milano
UN MODO DIVERSO DI “IMMAGINARE” IL CINEMA

Da Martedì 29 AGOSTO 2023 la nuova mostra 

“MANIFESTAZIONI POLACCHE DI CINEMA

La riapertura di Soggettiva Gallery dopo la chiusura estiva, coinciderà con l’inaugurazione della mostra Manifestazioni Polacche di Cinema, ricognizione sullo straordinario sviluppo che l’arte grafica in forma di manifesto subì in Polonia a partire dal secondo dopoguerra, in particolare rivolto alla rivisitazione dell’universo cinematografico in una chiave del tutto nuova e originale rispetto agli standard occidentali.

Alternative movie poster Duel (Polish) | Steven Spielberg | KRYSZTOF NOVAK | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Il favoloso mondo di Amelie (Polish) | Jean-Pierre Jeunet | Leszek Żebrowski | Soggettiva Gallery Milano

LA GRANDE SCUOLA POLACCA

Tra le opere che caratterizzeranno Manifestazioni Polacche di Cinema, dal 29 agosto, ci sono due classici del cinema hollywoodiano come Casablanca di Micheal Curtiz, teatro di una delle storie d’amore più famose del cinema, quella tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, e Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, secondo film del regista californiano che, a 27 anni, lo impose tra gli autori più in vista della cinematografia americana, ruolo che tutt’ora occupa. Entrambi i relativi poster sono a firma di Andrzej Krajewski, tra i maggiori esponenti della Scuola di illustrazione per il cinema che si formò in Polonia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: il fatto che il regime comunista censurasse molta della produzione culturale occidentale permise ad una generazione di artisti polacchi di sviluppare uno stile del tutto originale e avulso dagli standard comunicativi ormai affermatisi in occidente, concependo il poster cinematografico non come veicolo commerciale del film ma come opera d’arte a sé stante. Un colosso del cinema polacco come Krzysztof Kieślowski sarà invece rappresentato da tre poster ispirati alla Trilogia dei colori, tra cui Film rosso, realizzati dall’artista originario di Hong kong Victo Ngai.

Alternative movie poster Casablanca (Polish) | Michael Curtiz | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Cuore Selvaggio (Polish) | David Lynch | Jacek Staniszewski | Soggettiva Gallery Milano
DAL PASSATO AL PRESENTE
“Stalin e i sovietici non lo sapevano ma, quando dopo la Seconda guerra mondiale si impossessarono della Polonia, contribuirono, loro malgrado, alla nascita della cosiddetta Scuola polacca dei manifesti, che riuscì a trasformare le imposizioni e le gabbie alla libertà di espressione in uno stimolo per straordinarie sperimentazioni nell’ambito dell’illustrazione e della grafica, prendendosi anche la libertà di sbeffeggiare il regime in maniera sottile, attraverso metafore e simboli.
Le artiste e gli artisti di poster ne approfittarono per mandare a briglia sciolta la fantasia e per esplorare nuove strade, tra l’altro senza dover sottostare alle pressioni commerciali.
Da questa situazione fiorì un vero e proprio movimento artistico per il quale venne coniata la fortunata espressione “Scuola polacca dei manifesti”.
In un paese affamato di cultura, si potevano trovare ovunque poster che reclamizzavano spettacoli teatrali o film. Per giunta, non potendo rifarsi alle locandine originali, pittori e illustratori se ne inventavano di completamente nuove, spesso assai più interessanti e affascinanti di quelle presenti sulle nostre strade e davanti ai nostri cinema.” Frizzifrizzi. Simone Sbarbati
 
Alternative movie poster Shame (Polish) | Steve McQueen | Marcelina Amelia | Soggettiva Gallery Milano
Alternative movie poster Boogie Nights (Polish) | Paul Thomas Anderson | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano

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Alternative movie poster Chinatown (Polish) | Roman Polanski | Krajewski Andrzej | Soggettiva Gallery Milano
CHRIS BRAKE

Prima di passare al cinema, Chris ha lavorato come illustratore, esponendo spesso nelle rinomate gallerie d’arte della cultura pop di Los Angeles “Hero Complex Gallery” e “Gallery 1988”, producendo opere d’arte ufficiali per 20th Century Fox, Joss Whedon, Joe Dante e Roger Corman. Successivamente ha lavorato come assistente del dipartimento artistico per clienti come Virgin Media, Now TV, Little Mix e Jamie T. Il suo primo cortometraggio “Nest” è stato semifinalista al “Berlin Student Film Festival”, dove è stato nominato per il Premio della Giuria. 

Before moving on to film, Chris worked as an illustrator, often exhibiting in the renowned Los Angeles pop culture art galleries “Hero Complex Gallery” and “Gallery 1988”, producing official artwork for 20th Century Fox, Joss Whedon, Joe Dante and Roger Corman. He later worked as an assistant in the art department for clients such as Virgin Media, Now TV, Little Mix and Jamie T. His first short film “Nest” was a semifinalist at the “Berlin Student Film Festival”, where he was nominated for the Jury Prize.

STEPHEN LUROS HOLLIDAY

Da ragazzo Steven era un fan dei fumetti. Ha iniziato prendendo lezioni di illustrazione del fumetto presso la Heron Art School di Indianapolis. Fu solo al college presso la School Of The Art Institute di Chicago che scoprì il suo amore per la serigrafia. Ha disegnato di tutto, dalla fan art, alle stampe dei film con licenza ufficiale, ai poster per i concerti.  Il suo lavoro è stato esposto in diverse mostre collettive dedicate a vari temi cinematografici.

As a boy Steven was a fan of comics. He started by taking comic illustration classes at the Heron Art School in Indianapolis. It was only in college at the School Of The Art Institute in Chicago that he discovered his love for screen printing. He’s drawn everything from fan art, to prints of officially licensed films, to concert posters. His work has been exhibited in several collective exhibitions dedicated to various film topics. 

MAX DALTON

Max Dalton, illustratore, pittore e musicista e scrittore occasionale. Crea spesso illustrazioni per poster, libri, riviste, giornali, pubblicità e prodotti.Ha partecipato a molte mostre collettive e personali a New York, San Francisco, Los Angeles, Arizona, Parigi, Seoul e altro ancora. Il suo lavoro è apparso in molte riviste come The New Yorker, Monocle e O, The Oprah Magazine.

Max Dalton is an illustrator, painter, musician and writer. He often designs for posters, books, magazines, newspapers, advertisements and products. He has participated in many group and solo shows in New York, San Francisco, Los Angeles, Paris, Seoul and elsewhere. His work has appeared in magazines such as The New Yorker, Monocle and O, The Oprah Magazine.

OLIVIER COURBET

Olivier Courbet è un creativo multidisciplinare francese con sede a Los Angeles, California. Lavora con marchi, agenzie, studi cinematografici e startup di tutto il mondo tra cui Dreamworks, Paramount, Disney, Mattel, Will.I.AM e NBA. Ha vinto numerosi premi e il suo lavoro è stato descritto in vari libri e pubblicazioni di design tra cui Computer Arts, Logology, SXSW.

Olivier Courbet is a multidisciplinary French creative artist based in Los Angeles, California. He works with brands, agencies, film studios and start-ups around the world including Dreamworks, Paramount, Disney, Mattel, Will.I.AM and NBA. He has won numerous awards and his work has been featured in various books and design publications including Computer Arts, Logology, SXSW.

LAN LAWSON

Nan Lawson è un’artista e illustratrice con sede a Los Angeles. Si è laureata in regia cinematografica alla Syracuse University, ma dopo la laurea ha perseguito la sua passione per l’illustrazione. Ora ha unito il suo amore per il cinema e l’arte per dedicarsi alla cultura pop e alla locandina. Lavora nell’editoria e nell’industria dell’intrattenimento; crea libri illustrati e copertine di libri, oltre a opere d’arte e manifesti per film e televisione.

Ha lavorato con clienti tra cui Harper Collins, Audible, Random House, Hachette, Amblin Entertainment e Warner Bros.